Sbarco a Pozzallo, Polizia arresta due scafisti

La Polizia Giudiziaria a seguito dello sbarco di ieri pomeriggio alle 15.30 ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di 2 scafisti senegalesi, di 16 e 21 anni. 

Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorreva con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per averle sottoposte a trattamento inumano e degradante.  

I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati e identificati dalla Polizia Scientifica.

MODALITA’ DI ARRIVO IN ITALIA

In data 6.6.19 alle ore 13.00 circa, il gommone si trovava in acque SAR maltesi e navigava verso l’Italia quando per un’avaria al gommone i due scafisti chiedevano di esseri soccorsi; uno dei tubolari del natante si era afflosciato ed imbarcavano acqua.

Il rimorchiatore “ASSO VENTICINQUE” era il più vicino rispetto al punto di mare segnalato dai migranti pertanto interveniva in soccorso.

Dopo aver fatto salire a bordo i 62 migranti (2 donne) provenienti dal Senegal, Sudan, Costa D’Aavorio, Nigeria e Gambia il mercantile faceva rotta per il porto di Pozzallo dove approdava alle ore 15.30 di ieri.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri della Compagnia di Modica e Pozzallo, hanno sottoposto a fermo i due scafisti responsabili dello sbarco di 60 migranti.

Grazie al lavoro di un team di poliziotti specializzati per il contrasto dell’immigrazione clandestina, dopo aver ascoltato le storie narrate dai passeggeri, con il prezioso ed imprescindibile supporto degli interpreti, è stato possibile sottoporre a fermo i due indagati, un maggiorenne ed un minorenne.

I migranti dichiaravano di essere partiti dalle coste libiche e di aver pagato in media 1.500 euro cadauno. Gli scafisti non hanno dato loro mangiare o acqua durante la traversata durata oltre 60 ore; solo prima della partenza un pezzo di pane e formaggio. La loro permanenza nella connection house libica è durata molti mesi.

Dalle dichiarazioni dei migranti emergevano in modo chiaro le responsabilità dei due c.d. scafisti. I libici pur di non assumersi alcun rischio rispetto alle responsabilità penali hanno affidato i 60 migranti ad un giovane di 16 anni aiutato da un connazionale di 21. Timone, bussola e telefono satellitare, indicata la rotta i migranti vengono fatti partire senza alcuna assistenza da parte di chi poco prima ha chiesto loro ingenti somme di denaro per raggiungere l’Europa (così come dichiarano i testimoni).

Dopo gli accertamenti sull’identità dei 2 indagati mediante l’acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica, personale della Squadra Mobile ha condotto presso il carcere di Ragusa il maggiorenne a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea ed il minore presso il centro di prima accoglienza di Catania a disposizione della Procura della Repubblica press il Tribunale per i Minorenni.

A seguito delle scrupolose operazioni di fotosegnalamento mediante acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica e delle analisi effettuate dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa è stato accertato che nessuno degli sbarcati fosse mai stato identificato in Italia.

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