I corpi dei 13 immigrati morti, per risalire identità, saranno all’obitorio di Scicli

La Prefettura di Ragusa ha dato l’autorizzazione, dopo averlo concertato con la Magistratura ragusana, di potere fare visitare gli immigrati morti dopo lo sbarco dl 30 settembre scorso a chiunque avesse indizi utili al riconoscimento delle salme. Questo tipo di provvedimento, che è importante per gli inquirenti, ha una validità di 7 giorni a partire da sabato, oggi. Solo tre dei tredici cadaveri sono stati riconosciuti perchè con addosso i documenti mentre se gli altri cadaveri dovessero rimanere senza identità o se gli stessi familiari non dovessero riconoscerli la Magistratura darà il nulla osta per il seppellimento. Questa mattina il medico legale Francesco Coco si è recato al cimitero per estrarre dai cadaveri un pezzo di tessuto organico per comparare il dna a quelli dei parenti delle vittime che si presenteranno all’obitorio. Intanto due egiziani arrestati dalla Polizia e dai Carabinieri, perché ritenuti responsabili dello sbarco degli immigrati di lunedì scorso e della morte di 13 clandestini sulla spiaggia Renelle-Trippatore a Sampieri hanno ammesso le loro responsabilità, accollandosi tutte le colpe, pertanto rimangono nel carcere di Modica. I 5 sirinai sono stati scarcerati dal Gip del Tribunale di Ragusa, Giampiccolo che li ha ritenuti estranei ai fatti.
Gli egiziani hanno raccontato che i cinque siriani facevano parte del gruppo del viaggio della speranza ma che tra loro era nata un’amicizia durante la traversata e così i 5 siriani avrebbe solo eseguito gli ordini dei due egiziani.
I siriani avrebbero controllato e tenuto a bada gli immigrati durante la traversata. C’è un dettaglio che però risulta ancora poco chiaro che si traduce con una domanda: “come hanno potuto stringere amicizia ed accordi due gruppi di persone, siriani ed egiziani, che parlano lingue diverse?” I siriani hanno risposto agli inquirenti che capiscono un po’ l’arabo.
Il Procuratore Carmelo Petralia potrebbe appellarsi alla decisione del Gip facendo ricorso perché rimane il fatto che, anche se i 5 siriani sono stati rimessi in libertà, non sono ancora ritenuti innocenti. Tutti e 7 infatti sono accusati di avere procurato la morte di 13 persone oltre ad avere favorito l’immigrazione clandestina. I 5 siriani dopo la scarcerazione sono stati condotti al Centro di esplusione di CaltanissDSC_0018

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