Scicli, “una chiacchierata col Sindaco”: la lettera in redazione (e le foto)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera in redazione del Signor Angelo Carnemolla.

“Secondo Tatiana Covor, Richard Heuzé, Jacek Palasinski, Elena Postelnicu e Alfredo Tesio, c’è il reale rischio che ciechi e incapaci affossino Scicli.

Signor Sindaco, se è vero che questa strana forma di cecità, non riesce a vedere l’ovvio,  vorrei aiutarLa a ricercare le cause della cecità che Le impedisce di esercitare in pieno il mandato amministrativo che gli sciclitani,  ignari e fiduciosi,  Le hanno affidato.

Spesso mi chiedo quanto lungimiranza ammnistrativa ci sia nell’attuale momento magico che sta vivendo Scicli, centinaia di turisti  girano per le vie della città per ammirarne le bellezze architettoniche, paesaggistiche, culinarie  e  naturalistiche, una fortuna che […]  può succedere una sola volta nei tuoi tanti secoli di vita: un commissario televisivo ti ha spinta sul più alto trampolino di lancio..

Caro Signor Sindaco, è sotto gli occhi di tutti, l’attività amministrativa è in controtendenza al nascente fenomeno turistico: basta farsi una scarpinata tra i sentieri di Chiafura e di San Matteo (il parco nascente), per rendersi conto del  totale abbandono dei siti per  mancata manutenzione.

E che dire della fallimentare politica dell’abbandono e chiusura alla fruizione pubblica  del Convento della Croce e della Villa Penna, e della assoluta mancanza del più elementare senso del decoro della cittadina: non è certo edificante per un sito UNESCO far vedere ai turisti nelle zone centrali del paese la fermata d’autobus di C/so Garibaldi con una pessima ”pennata” stile ricovero per vacche (con la speranza che non la veda Edoardo Stoppa di Striscia), brutta, arrugginita, che peraltro è stata al centro dell’attenzione nella recente notte dei Musei e per la festa delle Milizie.

Oppure quei vasi in plastica, rotti, pieni di infestanti e con piante in evidente stato di sofferenza per carenza idrica, poste all’incrocio “tre pizzi” lungo il corso Umberto,  e quel grande vaso con un bruttissimo relitto di cycas simile ad un dito medio rivolto verso l’alto, etc., etc. etc….

Parliamo anche delle borgate, meta di turismo estivo, così per esempio a Donnalucata da anni Via Paolo VI resta inspiegabilmente chiusa al traffico da parte di ignoti,  senza autorizzazione comunale e/o ordinanza sindacale, mediante orrendi tubi innocenti stile  cantiere edileperenne, evadendo anche la relativa tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Quest’ultima  struttura bruttissima a vedersi, rende la vita difficile agli automobilisti che devono invertire senso di marcia. Tuttavia però, favorisce un gestore di bar di via Miccichè, i cui avventori usano lo sbocco di via Paolo VI per far posteggiare i propri mezzi (e perché no, in certi pomeriggi afosi, all’ombra del campanile posizionare anche tavolinetti e sedie).

Inguardabile ….  la barraccopoli della pescheria (ogni commento è superfluo).

Signor Sindaco, in tutto questo e in tant’altro non evidenziato e speso molto più grave, non c’è da meravigliarsi. È  inutile nasconderlo,  a livello dei burocrati  a tutti i livelli di ordine e grado, aleggia in modo subdolo e sottile una assoluta mancanza di cultura della legalità. Spesso si vogliono sconoscere le leggi e/o non si vogliono applicare, creando immobilismo e mal costume. La leadership burocratica manca di assoluta autorevolezza, e sconosce le vigenti procedure sull’anticorruzione  e sui conflitti di interesse.

Proprio questa mancanza di tendenza all’illegalità, intesa come stile di vita all’interno del palazzo comunale,  Signor Sindaco, è la cecità che deve assolutamente evitare, abbia il coraggio di combatterla e sradicarla.  

Signor sindaco, si renda libero dalle pressioni di dietro e quinte, così come libero è stato il voto degli Sciclitani, …. se non può, si dimetta  !!!!!

Suo devotissimo

Angelo Carnemolla

 

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