Scicli, le parole del Sindaco Susino: “Non mi dimetto, non sarebbe utile per la città”

Se si trattasse solo di me e se fosse davvero utile a Scicli, vi assicuro che non avrei problema alcuno a rassegnare le mie dimissioni oggi stesso. Ho la serenità per andare avanti, sono figlio di carabiniere e sono stato cresciuto in una famiglia con valori. Mio padre mi ha insegnato ad andare avanti e non chinare mai la testa e ad avere fiducia nelle istituzioni e nella magistratura“.

Inizia con la lettura di un documento la conferenza stampa odierna, tenutasi a Scicli nella “Sala Giunta”, del primo cittadino, Franco Susino.

Susino, dopo l’avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa e l’interrogatorio di ieri alla Dda di Catania, si presenta oggi al cospetto della stampa e delle tante persone, fra consiglieri comunali, assessori in carica e semplici curiosi, con ai lati i “suoi” avvocati: il difensore, Cesare Borrometi (del Foro di Ragusa) e Bartolo Iacono (del Foro di Modica) legale del Comune.

Il sindaco, nella lettura del documento (CHE RIPORTIAMO PER INTERO SOTTO ALL’ARTICOLO), non ha trattenuto un momento di comprensibile commozione, puntando l’indice contro “gli avvoltoi”.

“Anzi,  proprio perché sono del tutto sereno riguardo alle indagini in corso, che mi vedono coinvolto – commenta Susino -, l’essere libero dalla carica e dallo sfibrante tasso polemico che il restare in carica comporta, sarebbe, per conto mio, una condizione auspicabile di ulteriore serenità. In questi giorni, io e le persone che condividono il percorso di salute pubblica intrapreso in questo comune da qualche mese, ci troviamo a vivere  una condizione da cittadella assediata. Fra gli assedianti vi sono proprio coloro che hanno prodotto le criticità, dalle quali è assolutamente necessario, nell’interesse di tutti gli sciclitani, uscire il prima possibile. Le loro armi e le armi di tutti gli speculatori che dal male comune pensano di trarre un vantaggio personale o di parte, consistono del fango che pensano di rovesciarci addosso e del quale su di noi non resterà la minima macchia”.

Il Sindaco “rilancia” il Patto di Coalizione, dichiarando di averlo condiviso con i Consiglieri e gli assessori che lo appoggiano, “non con i partiti”.

“Ho individuato un gruppo di volenterosi che, oltre le divisioni politiche, incuranti della pioggia di  fuoco e di fango, hanno guardato non tanto alla mia persona, quanto alla necessità assoluta di uscire dagli scogli. Uscire dagli scogli è una operazione che va fatta ora, non fra sei mesi, ma ora! A questi consiglieri ed a questi assessori mi sono rivolto in questi mesi, così come l’ho fatto anche adesso nell’ora più critica, chiedendo loro se se la sentissero di continuare in questa traversata del deserto, in cui sia io che loro abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare, se non la soddisfazione e l’onore di fare l’interesse della Città, nel momento in cui il mio ed loro contributo è essenziale”.

Infine la risposta del sindaco, Franco Susino, alle dure parole (LEGGI L’ARTICOLO) del Senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Giarrusso: “Non temo lo scioglimento anzi, io non sono in queste alte sfere ma faccio una proposta che se viene a Scicli e firmiamo insieme che se ci sono problemi in città io mi dimetto, ma se non ci sono problemi dovrebbe dimettersi lui da Senatore”.

LE DICHIARAZIONI DEGLI AVVOCATI

Subito dopo la lettura del documento, da parte del Sindaco, ha preso la parola l’avvocato Bartolo Iacono.

“Scicli è persona offesa, a prescindere da chi siano le persone coinvolte. Il Comune ha scelto di nominare me, già da tempo, con un valore simbolico forte perché ha inteso dire, subito, da che parte sta, cioè di chi indaga, della magistratura, dei cittadino onesti, rispetto a chi intrallazza. Questa amministrazione, sin da subito, ha combattuto il favoritismo nelle assunzione della ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani, cioè quelle di Mormina e sodali. Il dottore Susino è stato eletto nel giugno 2012, le assunzioni “critiche” si sono verificate dal 2008 al febbraio del 2012”.

Così l’avvocato Bartolo Iacono, entra più nello specifico: “I fatti più delicati si ebbero nel 2010 quando quattro persone, fra i quali Franco Mormina, vennero assunti e poi passati a tempo indeterminato. Susino – dichiara Bartolo Iacono – appena si insedia nomina il funzionario migliore per mettere ordine. Così il primo novembre del 2012 si chiede di rifare i conteggi e si vede che, a fronte di un contratto che parla di 28 dipendenti, ce ne sono 32. L’amministrazione decurta 4 degli assunti, in violazione del contratto di servizio. Tutto ciò, ovviamente, con atti scritti e formali, comunicati alla ditta. Nel gennaio del 2014 i quattro vengono licenziati. Eppure, da allora, vengono esercitate sul sindaco e sulla giunta molte pressioni, denunciate ai Carabinieri, per reintegrare i 4. Un episodio lampante avviene qualche giorno prima dell’arresto di Mormina e presunti sodali quando, in sede sindacale, vennero fatte pressioni per riassumerli”.

Chi difendeva e “pressava” per le riassunzioni?

“La Cgil funzione pubblica provinciale – dichiara Bartolo Iacono -, difendeva i licenziamenti chiedendo di revocarli”.

Si parla oggi, per la prima volta, delle assunzioni di Mormina con dati temporali, quindi risalgono al periodo?

“Nel 2010 viene fatta l’assunzione di Mormina e di altri tre – conclude Bartolo Iacono -. Praticamente 28 già erano a tempo indeterminato e 4 vengono assunti come supplenti”.

L’avvocato Cesare Borrometi, difensore del sindaco Franco Susino, parla per ultimo ed afferma: “Il Sindaco non ha mai affidato i manifesti ai Mormina. La posizione dell’amministrazione, come ha già detto il collega Bartolo Iacono, è di netta contrapposizioni a questi signori sin dall’insediamento. Il mio assistito è estraneo ai fatti e presenteremo una memoria difensiva, con documenti precisi, alla Dda; così siamo rimasti con la dottoressa Sincero. Saranno elementi copiosi, concordanti e risolutivi a testimonianza della estraneità del sindaco”.

 

IL DOCUMENTO INTEGRALE LETTO DAL SINDACO SUSINO:

“Se si trattasse solo di me e se fosse davvero utile a Scicli, Vi assicuro che non avrei problema alcuno a rassegnare le mie dimissioni oggi stesso.

Anzi,  proprio perché sono del tutto sereno riguardo alle indagini in corso, che mi vedono coinvolto, l’essere libero dalla carica e dallo sfibrante tasso polemico che il restare in carica comporta, sarebbe, per conto mio, una condizione auspicabile di ulteriore serenità.

In questi giorni, io e le persone che condividono il percorso di salute pubblica intrapreso in questo comune da qualche mese, ci troviamo a vivere  una condizione da cittadella assediata.

Fra gli assedianti vi sono proprio coloro che hanno prodotto le criticità, dalle quali è assolutamente necessario, nell’interesse di tutti gli sciclitani, uscire il prima possibile. Le loro armi e le armi di tutti gli speculatori che dal male comune pensano di trarre un vantaggio personale o di parte, consistono del fango che pensano di rovesciarci addosso e del quale su di noi non resterà la minima macchia.

Così facendo, unicamente per il proprio interesse, non si fanno il minimo scrupolo nel contribuire a sfregiare, a livello nazionale, il volto della Città,  ed a mettere in atto una operazione di travisamento della realtà, che rischia di avere conseguenze incalcolabili per il futuro di Scicli.

Fra i paradossi di questa scellerata azione, di questa mistificazione di una realtà capovolta, dove i lupi si mascherano da agnelli ed i carnefici si professano vittime, c’è l’utilizzo della metafora della nave Concordia. E così, assurdamente, si evoca quella tragedia, caratterizzata dall’abbandono della nave da parte del comandante, scandalizzandosi del fatto che qui il comandante, invece, si ostina a restare al ponte di comando.

Agli stessi che determinarono il naufragio della sindacatura del mio predecessore, ed agli avvoltoi occasionali, che ad essi si associano, piacerebbe ripetere quella esperienza. Io ero convinto di riuscire ad evitare il bis del naufragio di Venticinque a causa di “inchini”, forse sarebbe meglio parlare di mancati “inchini” , ordinati alla Concordia da fuori bordo;  purtroppo, cosi come Giovanni Venticinque, non ci sono riuscito.

La differenza fra me ed il mio predecessore è che io ho individuato un gruppo di volenterosi che, oltre le divisioni politiche, incuranti della pioggia di  fuoco e di fango, hanno guardato non tanto alla mia persona, quanto alla necessità assoluta di uscire dagli scogli.

Uscire dagli scogli è una operazione che va fatta ORA, non fra sei mesi, ma ORA! Non è un compito né semplice né veloce, ma che faticosamente si sta portando avanti e di cui qualche risultato comincia ad intravvedersi, come anche la magistratura contabile, fra non molto, non potrà non cominciare a prender atto.

A questi consiglieri ed a questi assessori mi sono rivolto in questi mesi, così come l’ho fatto anche adesso nell’ora più critica, chiedendo loro se se la sentissero di continuare in questa traversata del deserto, in cui sia io che loro abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare, se non la soddisfazione e l’onore di fare l’interesse della Città, nel momento in cui il mio ed loro contributo è essenziale.

Sia pur tra le frustrazioni di un compito che, talora appare improbo per la difficoltà, per la lentezza e per, diciamocelo francamente, l’incapacità di condividere all’esterno il senso dello sforzo immane che si sta facendo, nonostante tutto questo, tutti abbiamo convenuto che la cosa più importante, più importante anche della nostra stessa tranquillità, consiste nel ripristinare condizioni di trasparenza, di ordine, di efficienza nella macchina distrutta che abbiamo trovato;  tutti avvertiamo, insopprimibile, il dovere di riconsegnare ai cittadini elettori una “nave” in grado di navigare anziché un “relitto”.

Confidiamo sul fatto che la storia renderà giustizia ai sacrifici che stiamo sostenendo”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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