La scomparsa di Robin Williams: una nuova finestra sulla concezione della morte

Da alcune ore abbiamo appreso la sconvolgente notizia della morte dell’attore Robin Williams.

Tutti noi, o la maggior parte delle persone lo percepisce come un gesto sconsiderato pensando che la vita è un dono meraviglioso e che l’essere umano ha il dovere di salvaguardarla fino all’ultimo respiro. Ma riflettendo ho pensato che questo è vero, soprattutto quando la nostra vita è inscindibilmente legata a quella di altri come potrebbe essere ad esempio per un mamma o un padre con figli piccoli.

Il discorso cambia quando una persona ha un’età avanzata, gode di uno spirito libero e, pur avendo una discreta lucidità mentale, è costretto (a causa degli acciacchi) a sopportare il senso di frustrazione che scaturisce inevitabilmente ogni qualvolta si è costretti a dipendere degli altri e non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Ripensando all’attore Robin Williams lo immagino come un spirito libero, un uomo corretto, discreto e soprattutto indipendente.

Una persona che, attraverso questo atto estremo mi ha aperto una nuova finestra sulla concezione della morte. Infatti, quest’ultima è vista come un tabù solo in Occidente e in particolar modo in Italia a causa della forte presenza cattolica e dell’influenza esercitata dallo Stato Vaticano e dal Papa, ma la morte, in altre culture, viene vista come parte integrante della vita stessa.

In Giappone ad esempio il Suicidio in generale non viene mai biasimato, anzi, in alcuni casi, viene anche considerato un modo valoroso per “espiare” comportamenti morali indegni. Tornando a Robin Williams, morto suicida, credo che, oltre a rispettarne la decisione da lui presa, non si possa dire altro. Noi non sappiamo nulla di lui, conosciamo il suo essere attore, i personaggi da lui interpretati, la sua bravura, ma non siamo a conoscenza di chi fosse nel privato e quali fossero le sue abitudini, le sue preoccupazioni, le sue malattie, le sue angosce.

A me piace immaginarlo come un uomo libero, forte determinato, onesto che non accettava compromessi e forme di dipendenza; che ha compiuto sempre il proprio dovere e che ha sempre pagato i suoi creditori. Io non riuscirei mai a biasimare un uomo così, anzi cerchiamo di riflettere dopo questo “estremo” gesto, sul controverso tema della morte..

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