Sdemanializzare le spiagge? Perché no!?

È scrivendo queste poche righe che stendo il tappeto rosso a chi ancora oggi e dopo poco più di un anno non ha saputo – e non saprà mai – cosa esattamente è’ successo al monobeach club ma che, sicuramente, replicherà con coltello affilato al sottoscritto..

Premesso che la nostra classe politica totalmente incapace di accostare il proprio orecchio alle reali difficoltà e necessità del popolo – Sovrano lo ricordo – gioca sull’equivoco dettato dai tam tam sulla crescita presunta, crisi epocale, ecc. ecc., qualcosa potrebbe fare e qualcosa in realtà alcuni amministratori pubblici di alcune  regioni italiane a forte vocazione turistica hanno già fatto…
in Toscana alcune chiese, in Campania e Lazio alcuni fari lungo la costa, in Basilicata la splendida città dei ” sassi” materani, beh in diversi luoghi e per diverse vicende, convenienze, necessità e fabbisogni, la PA si è in qualche modo organizzata per ” mettere a frutto ” i propri beni ed in alcuni casi il risultato ha altamente valorizzato il bene stesso.

Le coste italiane e con esse quelle ragusane – perché sempre in Italia siamo – potrebbero essere messe all’asta, dando il diritto di prelazione agli attuali concedenti, da parte dello stato il quale cerca di risparmiare e nel contempo di valorizzare il proprio patrimonio.

Scendiamo ” in casa” per un attimo e con una una punta di presunzione chiamo casa anche la costa Modicana, se non fosse altro perché maganuco balzo’ nel 2012 alle cronache internazionalie non per merito delle onde del catamarano Pozzallo – Malta, e prendiamo marina di Modica , Maganuco,Pozzallo, Scicli, e tutti gli altri km di costa Iblea alcuni dei quali hanno caratteristiche morfologico-naturalistiche degne delle ambite Seychelles o Maldive ed immaginiamo le spiagge pulite con regolarità , le docce funzionanti,i cestini per l’immondizia, le piste ciclabili, scerbature e cura del verde coerente è programmata, i parcheggi veri e non selvaggi e poi la possibilità per le scuole e per le associazioni di poter usufruire di determinati servizi per svolgere le proprie funzioni formative inoltre è non per ultimo la possibilità  per gli addetti ai lavori del settore turistico  di operare non più 20 ma 100 giorni all’anno senza dover inveire contro il comune per i disservizi…

Dubbi interpretativi ? Doppi sensi velati o intrinsechi ? Direi di no nel senso che ad ogni azione deve corrispondere – di norma – un azione ed in questo caso e per questa eventuale legge della Repubblica Italiana sarebbe utile che fosse previsto in sede di asta,  la sottoscrizione e poi il relativo CONTROLLO, di un regolamento preciso e chiaro al quale dovrebbero sottostare tutti gli acquirenti per fare in modo che ogni attività svolta sia garantista del rispetto delle regole, partendo dagli impianti elettrici a norma, HACCP applicato, bagnini regolarmente autorizzati, ecc. ecc.

Forse questa proposta di legge, attualmente contrastata da molti, potrebbe consentire un discreto rilancio del settore turistico nel segmento stagionale e poi sfido qualsiasi imprenditore a spendere soldi negli adeguamenti strutturali in riva al mare per la struttura a lui concessa in affitto,  rispetto alla certezza del fatto che in questo caso i soldi spesi rivaluterebbero il bene acquisito  e non di poco.

Valerio Molinari

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