“Sei un’isterica”: ecco il “perchè” della dottoressa Denebola Ammatuna

Isteria, dal greco “hystera”= utero. Dall’etimologia è già chiara la sua connotazione con il corpo femminile.

L’isteria acquista dignità scientifica solo alla fine dell’800. Tante donne “isteriche”, famigerate quelle medievali, vennero credute nel corso della storia streghe o indemoniate, e per questo uccise, impalate, bruciate vive. Indiscussa l’influenza della religione sulla medicina, tale da poter riuscire a influenzare interi contesti sociali e di riferimento.

Le “isteriche” viennesi furono le prime pazienti di Sigmund Freud con le quali egli sperimentò il famoso metodo delle libere associazioni e l’interpretazione dei sogni, cercando di risalire a quelli che potevano essere stati i traumi vissuti dalle pazienti, rendendosi conto che quasi sempre si trattava di traumi di origine sessuale, alla base secondo lo psicoanalista del disturbo.

In quest’area Freud fu certamente un rivoluzionario, rompendo con la tradizionale visione della sessualità che soleva collocare l’inizio della vita sessuale nel periodo della pubertà; egli introducendo il concetto di stadio “psicosessuale”, presentò la pulsione sessuale come la rappresentazione di uno stimolo corporeo presente fin dalla nascita, e non acquisito con la crescita.

Oggi il termine isterico viene utilizzato per indicare non solo un disturbo di personalità ma anche per descrivere una patologia tipicamente legata al mondo femminile, anche se non sempre è così. I sintomi sono continue lamentele fisiche che però di organico non hanno nulla. Presente teatralità e apparente finzione nei comportamenti, espressione della loro bassa autostima, per cui spesso la seduzione sessuale, come anche gli “atti eroici di salvataggio”, diventano armi attraverso le quali poterla stabilizzare, in quanto danno l’idea di poter controllare il giudizio degli altri. Gli isterici sono capricciosi, labili affettivamente, facili a entusiasmi o simpatie/antipatie – amori/odi improvvisi; contraddittori e soprattutto bugiardi, gli isterici sarebbero capaci di tutto per attirare su di se le attenzioni degli altri. Un’esagerata fantasia li porta spesso ad allontanarsi dalla realtà e a credere al loro mondo fantasioso, capaci per questo di immensi sacrifici.

Fin’ora le caratteristiche descritte rivelano un quadro che sembra essere una caricatura della femminilità, infatti la personalità isterica a causa di stereotipi culturali è da sempre associata al genere femminile. In realtà la letteratura scientifica testimonia come il disturbo sia frequente, sicuramente in minor numero, anche all’interno del genere maschile. Spesso si tratta di individui cresciuti in ambiti in cui la figura maschile appare denigrata, perdente.

I maschi isterici appartengono a due categorie: gli ipermascolini ed i passivi effeminati. I primi sono una vera e propria caricatura della virilità, i cosiddetti Don Giovanni, seduttivi con tutte ; i secondi sono spesso omosessuali o maschi eterosessuali impotenti, profondamente impauriti dalle donne. Sono comportamenti comuni il fatto di mentire o di essere inaffidabili.

Per la cura dell’isteria importante ed efficace la psicoterapia, sia di gruppo che individuale.

 

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Nata a Ragusa e vissuta a pochi passi dal mare… cresco a Pozzallo. Dopo la maturità classica mi trasferisco nella bella Palermo, iscrivendomi al corso di laurea di psicologia, la grande Passione. Palermo è certamente una città per me del cuore, dalla quale ho preso il suo meglio, cercando anche di donarle il mio di meglio: la spensieratezza, la gioventù, la curiosità intellettuale, la vitalità. Oggi sono specializzanda in psicoterapia familiare e sistemica del CTR di Catania e radicata nell’ibleo, dove svolgo la libera professione con un’unica certezza per me e per chi confida nel mio sostegno: “Non è mai troppo tardi per essere felici”.

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