Il Sen. Giarrusso a ministri Interni e Giustizia su Noto: “Da abusivismo a corse clandestine, persino Agente penitenziario frequenta delinquenti”

“Le inchieste de La Spia.it ci mostrano un agente della Polizia penitenziaria che frequenta noti pluripregiudicati, corse clandestine di cavalli con video pubblicati e pubblicizzati su Facebook, spaccio di droga e grave abusivismo edilizio a Noto. Bisogna intervenire con celerità e supportare l’azione delle forze dell’Ordine”.

E’ quanto chiede, in un’interrogazione parlamentare, il Movimento 5 Stelle al Senato, con primo firmatario il senatore Mario Michele Giarrusso, appellandosi al ministro della Giustizia, Andrea Orlando ed a quello dell’Interni, Marco Minniti.

“Dall’inchiesta giornalistica della testata “La Spia.it” , firmata dal direttore Paolo Borrometi, si apprendono diverse foto che ritraggono il pluripregiudicato Salvatore “Turi” Restuccia con un agente della Polizia penitenziaria, tale Salvatore Bosco, già in servizio nel carcere di Siracusa (LEGGI). Il suddetto Salvatore Bosco, viene più volte segnalato in compagnia del Restuccia dalle Forze di Polizia, frequentazioni entrate anche negli atti della operazione “Kepha”.

Il senatore Giarrusso chiede se “il Ministro della Giustizia non intenda adottare provvedimenti disciplinari più gravi nei confronti dell’agente della Polizia penitenziaria Salvatore Bosco, le cui pericolose e discutibili frequentazioni potrebbero compromettere la sicurezza delle strutture carcerarie in cui si trova a svolgere i propri compiti”.

“Secondo quanto riportato nelle inchieste del giornalista Borrometi, nella città di Noto – spiega Giarrusso – imperversa una famiglia conosciuta alle forze dell’ordine come “spinna cardiddi”. Questa “famiglia”, che all’anagrafe si chiama Restuccia, sarebbe ben nota per il suo ingiustificato tenore di vita e per gli evidenti e clamorosi abusi edilizi apparentemente posti in essere senza alcun intervento delle autorità locali preposte alla repressione degli stessi. Inoltre il 13 luglio di quest’anno il capofamiglia Salvatore Restuccia, detto “Turi”, è stato denunciato alle autorità di P.S. a seguito della pubblicazione di un video pubblicato dal giornalista Borrometi (LEGGI), che ritraeva Turi Restuccia impegnato in una corsa clandestina di cavalli, svoltasi sulla Strada provinciale SP 2 Canicattini-Siracusa; Infine, veniamo a conoscenza dei molteplici precedenti relativi alla suddetta famiglia e della vicinanza al capomafia Antonino Pinuccio Trigila”.

Per tali ragioni il senatore Giarrusso e gli altri interroganti chiedono “se il Ministro dell’Interno intenda intraprendere iniziative volte a contrastare la tracotanza della criminalità nella città di Noto ed a favorire il ripristino della legalità e se il Ministro dell’Interno voglia verificare se il Comune di Noto (ove insistono le residenze e pertinenze abusive dei Restuccia) si sia adoperato per contrastare le attività edilizie abusive della famiglia Restuccia”.

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

 

Ai Ministeri dell’Interno e della Giustizia

Premesso che:

secondo quanto riportato dalla stampa ed in particolare nelle inchieste del giornalista Paolo Borrometi, nella città di Noto imperversa una famiglia conosciuta alle forze dell’ordine come “spinna cardiddi”;

Questa “famiglia”, che all’anagrafe si chiama Restuccia, sarebbe ben nota per il suo ingiustificato tenore di vita e per gli evidenti e clamorosi abusi edilizi apparentemente posti in essere senza alcun intervento delle autorità locali preposte alla repressione degli stessi;

Considerato che:

secondo quanto riportato dalla stampa, il 13 luglio di quest’anno il capofamiglia Salvatore Restuccia, detto “Turi”, sarebbe stato denunciato alle autorità di P.S. a seguito della pubblicazione di un video pubblicato dal giornalista Borrometi, che ritraeva Turi Restuccia impegnato in una corsa clandestina di cavalli, svoltasi il 28 maggio sulla Strada provinciale SP 2 Canicattini-Siracusa;

Dalle inchieste giornalistiche pubblicate dal sito laspia.it, veniamo altresì a conoscenza dei molteplici precedenti relativi alla suddetta famiglia e della vicinanza al capomafia Antonino Pinuccio Trigila

Oggi la famiglia è capeggiata dal succitato Salvatore “Turi” Restuccia, sposato con Anna Parisi e zio di Sebastiano Sinatra, coinvolto anch’esso in passato in corse clandestine di cavalli ed affari di droga.

Nel novembre 2015, alcuni membri della famiglia Restuccia furono coinvolti nella operazione “Kepha”, che portò all’emissione di 22 ordinanze cautelari in carcere; In quella occasione una delle ordinanze cautelari riguardava Giuseppina Parisi, cognata di Salvatore Restuccia, anch’esso coinvolto nell’operazione;

Nel rapporto dei carabinieri da cui è scaturita l’operazione “Kepha” si affermava che “Restuccia custodiva parte del denaro provento dell’attività illecita da reinvestire nella medesima. Denaro che gli veniva consegnato da Sinatra Sebastiano (figlio di Giuseppina) e, in un’occasione almeno, da Casella Corrado. A volte lo stesso Salvatore Restuccia si recava ad Avola per riceverlo”.

Inoltre, nell’ordinanza cautelare si leggeva che: “…Restuccia Salvatore, dopo esser stato con la propria consorte Parisi Anna presso l’abitazione dei parenti Giuseppina Parisi (cognata) e Sinatra Sebastiano (nipote), ritornava a Noto e veniva fermato e controllato. Lo stesso Restuccia veniva trovato in possesso della somma contante di 1400 euro in banconote di vario taglio. Nella circostanza, dai colloqui registrati, si apprende che Giuseppina Parisi comunica alla sorella Anna, moglie di Restuccia, che si era sentita con Casella Corrado il quale gli aveva riferito che insieme a Sinatra Sebastiano sarebbe andato da loro per consegnare parte del denaro…”.

Per gli inquirenti quindi Salvatore “Turi” Restuccia, “raccoglieva denaro da reimpiegare nell’acquisto di stupefacenti”, tanto che la cognata Giuseppina, si legge nelle intercettazioni, metteva fretta al figlio Sebastiano Sinatra “dai che c’è lo zio che se ne deve andare”.

Dall’inchiesta giornalistica de www.laspia.it, si apprende ancora di diverse foto che ritraggono Salvatore “Turi” Restuccia con un agente della Polizia penitenziaria, tale Salvatore Bosco, già in servizio nel carcere di Siracusa.

Il suddetto Salvatore Bosco, viene più volte segnalato in compagnia del Restuccia dalle Forze di Polizia, frequentazioni entrate anche negli atti della operazione “Kepha”.

A seguito di tali frequentazioni l’agente di Polizia penitenziaria Salvatore Bosco già in servizio nel carcere di Siracusa, sarebbe stato trasferito, per motivi disciplinari, a Roma.

Per quanto esposto, si chiede di sapere:

  • se i Ministri interrogati siano a conoscenza di questi fatti e se:
  • se il Ministro della Giustizia non intenda adottare provvedimenti disciplinari più gravi nei confronti dell’agente della Polizia penitenziaria Salvatore Bosco, le cui pericolose e discutibili frequentazioni potrebbero compromettere la sicurezza delle strutture carcerarie in cui si trova a svolgere i propri compiti;
  • se il Ministro dell’Interno intenda intraprendere iniziative volte a contrastare la tracotanza della criminalità nella città di Noto ed a favorire il ripristino della legalità;
  • se il Ministro dell’Interno voglia verificare se il Comune di Noto (ove insistono le residenze e pertinenze abusive dei Restuccia) si sia adoperato per contrastare le attività edilizie abusive della famiglia Restuccia;

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