Sex out? Si ma con amore…

La libertà sessuale è un diritto sacrosanto.

E’ stata una conquista sofferta, ma fortunatamente, oggi, possiamo asserire che ce l’abbiamo fatta: il sesso non rappresenta più un tabù. In un’epoca in cui tutto sembra possibile e lecito, si percepisce però, anche la sensazione che il sesso si faccia ovunque e in qualsiasi modo tranne che nelle camere da letto e quando ci si ama.

In effetti, il tabù della società contemporanea, non è più legato alla libertà sessuale, ma all’amore e soprattutto al senso di responsabilità che ne scaturisce. Oggi, grazie soprattutto alla tecnologia, fare sesso, magari solo virtuale, è facilissimo. Ci sono donne che lo fanno dalla camera da letto maneggiando un telefonino, mentre i loro mariti guardano la partita in cucina, e ci sono uomini che lo fanno dal bagno inviando foto col cellulare , mentre le compagne stanno loro preparando il pranzo o la cena. Fino a pochi decenni fa questo era impossibile.

Le occasioni per conoscersi e frequentarsi erano minori, la tecnologia era limitata e pertanto la vicinanza diventava un presupposto fondamentale per eccitarsi. In questo contesto era più facile che a fare da collant fosse l’amore e non il desiderio del proibito, come accade oggi grazie a PC e smartphone.

La mia non vuole essere una critica e neppure un giudizio al mondo contemporaneo, è solo una modesta osservazione di una donna che ha strutturato il suo bagaglio culturale e ideologico nei decenni passati, ma che vive appieno la vita nella società odierna.

Tuttavia, un orientamento preciso in merito a questa tematica ce l’ho anche io. Il modo migliore per poterlo esprimere in poche parole, è citando un noto aforisma dello scrittore Antimo Pappadia; il mio pensiero, infatti, è perfettamente in linea con la sua massima: “Adoro infrangere i tabù, sarà per questo che preferisco l’amore alla promiscuità.”

di Enza Iozzia

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Enza Iozzia modicana di origini, dal 2001 vive a Piacenza. Nello stato di famiglia risulta sposata con 2 figli. Professionalmente è impegnata nel sociale. Per apparire nelle varie testate giornalistiche si è “inventata” un nuovo modo di fare cultura Il suo motto: Non è l’arte a rendere la donna diva, ma è la DONNA a rendere l’arte divina.

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