“In Sicilia niente metodo Stamina”. I malati insorgono: “Faremo la rivoluzione. Borsellino a casa”

“Siamo costretti ad attenerci al decreto ministeriale, con il quale viene esposta la posizione di contrarietà del ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin. All’epoca dell’invito formulato al professor Vannoni, non c’era ancora una posizione chiara del ministro, che oggi è intervenuto e tutte le regioni sono costrette ad attenersi.  Dico costrette, perché sul piano umano non posso esimermi dal dire che la questione mi coinvolge particolarmente, perché ho visto le famiglie e le loro sofferenze”.  A dirlo è l’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Lucia Borsellino, a margine di un convegno sulla sanità della Cisl Sicilia presso l’hotel delle Palme di Palermo, in merito al rinvio dell’incontro con l’ideatore del metodo Stamina, la discussa cura sperimentale per le malattie degenerative. Tanta la speranza che riponevano i familiari dei circa 250 malati in Sicilia, fra i quali certamente Mauro Terranova, il modicano affetto da atassia spino cerebellare. Tutto ciò in netta contrapposizione al deliberato della risoluzione della VI commissione regionale all’Ars, con la quale il Presidente Pippo Digiacomo e gli altri componenti, davano “30/45 giorni di tempo all’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, per attivare le cure”. Eppure da quel 31 luglio 2013, di giorni ne sono passati ben 115 (cioè tre mesi e quindici giorni, per l’esattezza). “L’incontro con il professore Vannoni è stato posticipato perchè, quando era stato programmato – conclude Lucia Borsellino -, il ministero alla Salute non si era ancora espresso nonostante ci fosse giá il parere negativo del comitato scientifico dell’Istituto superiore della Sanità”.  “Adesso le cose sono due, visto il non rispetto del deliberato della commissione Sanità dell’Ars, o si dimettono i componenti della Commissione, che hanno espresso un parere vincolante all’assessore, che è stato considerato come carta igienica – dichiarano alcuni genitori dei malati in attesa del metodo “Stamina” -, oppure si dimette l’assessore Borsellino. Probabilmente la cosa più sensata, vista la sua scarsa considerazione nei confronti dei malati e la relativa condanna a morte”. Se a questo punto sembrerebbe scriversi la parola “fine”alla possibilità delle cure con il metodo “Stamina” in Sicilia, i malati non si arrendono. “Faremo la rivoluzione. Sono da condannare per crimini contro l’umanità. E’ vergognoso”.

L’ARTICOLO SUL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE SANITA’ CHE IMPEGNA L?ASSESSORE LUCIA BORSELLINO (clicca per leggere)

 

5 COMMENTI

  1. Il problema è sa’ qual’e’ dott.Gnocchi e’ che le domande ce le siamo poste e tante purtroppo non siamo gente che accetta le cose acriticamente,ma sopratutto c’e’ una domanda che mi frulla a cui non trovo risposta e forse Lei potrà rispondere: perché medici,giornalisti,politici attaccano una cosa che non vogliono conoscere,quando le cure compassionevoli vengono fatte secondo la propria responsabilita’ personale e comunque Lei mi insegna che anche le cure sperimentali vengono fatte cosi, ovvero viene firmata una liberatoria,no!? Quindi vorrei capire qual’è l’interesse di persone come voi: soldi, fama, proteggere le persone(viene firmata una liberatoria,quindi la responsabilità è personale),minacce dalla parte delle case farmaceutiche. Se e’ cosi’ vi prego di farlo presente cosi possiamo aiutarvi!

  2. Simonetta, é stamina che avrebbe dovuto “farsi conoscere” con le modalitá consuete a tutti i nuovi farmaci o procedure, esistono le pubblicazioni, la sperimentazione ed i trial clinici. Tutti seguono le regole, stamina voleva fare altrimenti e, per quello, stamina non avrá futuro. A meno che non cambi strada

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine