Silvia Ruotolo, uccisa 23 anni fa

Silvia Ruotolo stava facendo ciò che tante madri fanno quotidianamente: tornava a casa, tenendo per mano il suo piccolo figlio, Francesco di soli 5 anni, dopo averlo preso all’asilo. A guardare dal balcone la mamma ed il fratellino rientrare c’era la figlia di 10 anni, Alessandra.

All’improvviso un fuoco di proiettili di mafiosi che volevano uccidere un loro rivale. Lo uccisero ma con lui, sul colpo, a morire fu anche la povera Silvia Ruotolo. Rimase sotto shock il figlio Francesco, miracolosamente vivo. Mentre la figlia Alessandra vide tutto, dal balcone.

“Una donna normale, una mamma speciale”. Si dirà di Lei. Basti pensare che organizzava, per i ragazzi disabili, una vendita di prodotti per finanziarne le attività.

Quei due bambini, oggi sono adulti. Eccoli in questa meravigliosa foto. Ma da quel maledetto giorno, l’11 giugno del 1997, la loro mamma non c’è più. 23 anni di solitudine.

E c’è ancora chi dice che “le mafie non uccidono donne e bambini”. No, le mafie se ne fottono. E uccidono chiunque, come mamma Silvia.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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