“Io so” raccontato a Modica. Antonio Ingroia illustra le “scomode verità”

Bella iniziativa ieri del Club UNESCO Modica, che ha organizzato un doppio appuntamento con l’ex magistrato Antonio Ingroia.
La mattina con i ragazzi delle scuole presso l’istituto G. Verga di Modica, e nel pomeriggio una lunga e partecipata conferenza aperta alla città.
Il pretesto è stato quello della pubblicazione del libro di Ingroia “Io so”, scritto dall’ex pm proprio per raccontare le scomode verità che si celano dietro il processo della cosiddetta trattativa stato-mafia. In realtà è stata un’occasione molto gradita dalla cittadinanza (ampia la presenza e la partecipazione) per rilanciare un’analisi a 360 gradi sulla questione mafiosa, partendo proprio dall’esperienza personale di un uomo che è stato in prima linea.
Partendo così da un racconto sulla “trattativa” si è avuto modo di analizzare anche altri aspetti di una società che purtroppo spesso è contaminata da elementi mafiosi a più livelli, dalla politica all’impresa.
Ingroia espone le due linee di pensiero, filosofiche oserei dire, che esistono nel rapportarsi con la mafia: la prima se vogliamo dire più pessimista che si può sintetizzare nel pensiero di Sciascia (più volte citato), cioè che non si sconfiggerà mai la mafia in quanto non sarà mai possibile che lo Stato sia disposto a fare i conti con se stesso, in quello che potremmo sintetizzare come un “autoprocesso”; l’altra visione più possibilista, in cui lo stesso Ingroia dice di inserirsi, racchiusa dalla famosa battuta di Giovanni Falcone che affermava che la “mafia in quanto cosa umana, ha avuto un inizio ed avrà una fine”.
Proprio il collocarsi in quest’ultima scuola, fa di Ingroia un uomo positivo, con degli inaspettati slanci di ottimismo, deciso più che mai ad assumere quel ruolo nella società italiana, che sente di aver ereditato dai suoi maestri Falcone e Borsellino. Le sue vicende professionali prima, e le delusioni politiche poi, non sembrano aver scalfito queste aspettative e riesce, soprattutto narrando gli aspetti più tecnici e a lui più congeniali, ad appassionare la platea. Specialmente per noi siciliani, l’approfondimento di quello che è successo in quegli anni, i primi novanta per intenderci, rimane un punto basilare per affrontare la discussione sull’attualità e sulle vicende sociali e politiche di questi giorni. Ingroia spera con incontri come quello di ieri sera, e con questo suo impegno civile, ad attuare quella “rivoluzione” che era stata tradita dallo scarso risultato elettorale, ma che era l’assoluta ispirazione del suo lavoro di magistrato.
Proprio in questo spirito c’è stato anche modo per la platea di approfondire alcuni argomenti con domande e osservazioni a cui Ingroia è stato ben felice di dare il suo punto di vista, dai temi giuridici a quelli di politica attuale. A smentire quasi il titolo del suo libro, appunto “io so”, che potrebbe apparire in qualche modo presuntuoso, Ingroia ha lasciato e lanciato invece parecchi dubbi all’interlocutore, spronandolo ad un’analisi più attenta e profonda, a non fermarsi alla superficie e ad una semplificazione giornalistica di certi aspetti del processo trattativa. Per esteso ragionamenti che possiamo allargare ai vari rapporti di potere, dallo Stato in senso stretto alla magistratura, dalle organizzazioni mafiose ai rapporti costanti tra lobby di potere ed economiche.
Infine una nota davvero di elogio per gli organizzatori dell’incontro, perché al di là delle proprie idee, o convinzioni nel merito, creare occasioni di discussione in città anche su fatti così sfaccettati e controversi, è sempre un fatto positivo, degno del blasone di questo territorio e in linea con le aspettative di una cittadinanza più consapevole.

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Vivo a sudditunisi, dopo aver girato l'Italia per un po'. Sono zio di una regina degli elfi, tifo l'Inter dai tempi in cui perdevamo sempre, ma eravamo invincibili. Voto il Pd quasi per lo stesso motivo. Scrivo di pallone, ma ho un libro nel cassetto dal titolo goloso. Alè.

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