La storia di Andrea, ed il suo problema più grande: la fame

AVEVA LA BELLEZZA DI CUI SOLO I VINTI SONO CAPACI.E LA LIMPIDEZZA DELLE COSE DEBOLI.E LA SOLITUDINE,PERFETTA,DI CIO’ CHE SI E’ PERDUTO.
Lo Sguardo fiero di chi non vuole mollare, Andrea 15 anni ed il suo piu’ grande problema, la fame.
Mi imbatto in lui quasi per caso, entra nel mio ufficio, sarà alto 1,50 cm, magro, visibilmente molto magro, due occhi grandi neri, i capelli arruffati il volto cosparso di acne, due straccetti rimediati per vestiti ed una tragedia in corso che lo segnerà per tutta la vita.
Questa è la storia di Andrea, quindicenne Ragusano.
Fino a qualche mese fa la sua vita scorreva regolarmente, un lavoro in nero ( quello del padre), una madre ad accudirlo, una sorella con cui litigare, e la scuola con i suoi problemi matematici, fino a che un giorno d’autunno la tragedia, il padre viene colto da ictus che lo lascia paralizzato, ed a paralizzarsi a dire il vero è la vita di un intera famiglia.
Rovista fra i cassonetti Andrea, ed in attesa che una casa famiglia lo accolga, gira angolo per angolo del “salotto bene” di Ragusa a chiedere un lavoro e qualcosa di cui mangiare.
E’ fiero Andrea nel suo portamento, ma quando lo ascolti senti vibrare le corde vocali, Andrea trema, forse per rabbia forse per paura, ma spiega nei minimi dettagli affinchè qualcuno creda nella sua drammatica vicenda personale.
“Mio padre ha sempre lavorato, e anche se non stavamo bene economicamente, riusciva sempre a non farci mancare mai nulla” inizia cosi’ il suo racconto il piccolo “non è stato mai messo in regola poiché avrebbe perso il lavoro, nessuno di noi avrebbe immaginato che un giorno mio padre avrebbe fatto questa fine, adesso non parla piu’ e vive su una sedia a rotelle”
Non accenna a fermarsi e prosegue:” i servizi sociali ci stanno aiutando e ogni 15 giorni arrivano alimenti dalla Caritas, ma tutto questo non sempre basta, non possiamo pagare l’affitto e le cure per garantire un proseguo sereno a mio padre. Così ho deciso di non frequentare piu’ la scuola, la mamma deve accudire papà e quindi ho deciso di andare in giro io a chiedere aiuto”
Spesso Andrea viene deriso e allontanato dalle case dove va a bussare cercando un minimo conforto, ha le spalle grandi Andrea ma non tanto per accettare quanto triste e cruda sia la nostra società.
“Quando sarò grande-continua- se mi danno la possibilità di studiare voglio fare il medico” adesso i suoi occhi brillano di speranza e sogni.
Chiedo ad Andrea come posso aiutarlo, mi risponde guardandomi dritto negli occhi:
“Tu sai scrivere? Allora denuncia e fai in modo che lo sappiano tutti”.
Ci stringiamo la mano, un sorriso ed una promessa strappata “se mi portano in casa famiglia fai in modo di parlare sempre della mia famiglia aiutali”, prometto, come solo uno scout sa fare e con l’aiuto di Dio invito tutti alla riflessione piu’ profonda, c’è ancora chi fra di noi muore di fame, non restiamo impassibili a guardare, la solidarietà inizia da qua, a Ragusa alle 15.59 di uno strano pomeriggio dove tutto intorno a me appare assolutamente grigio.

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Alessia Sudano , classe 1976 Modicana di adozione ma Catanese nel DNA. Da numerosi anni si occupa di Marketing strategico o come lo definisce simpaticamente lei “Emozionale” Curiosa, allegra, intransigente, testarda, moglie , madre e donna in carriera, tratta la vita alla sua maniera ( a colpi di sorrisi). Da sempre impegnata nel sociale, adora gli animali, ama dipingere scrivere e ascoltare la musica (solo quella giusta) Si cimenta in questa nuova avventura “Punti di svista” perché a quanto pare ed a suo dire ,ci sarà sempre qualcosa che merita attenzione e che non ha la giusta considerazione. In cantiere per lei un libro a quanto si vocifera autobiografico. La sua massima? Parlate da uomini saggi, comportatevi come gente comune…….

1 commento

  1. Oggi ho incontrato Andrea e come per Alessia ho trovato lo stesso ragazzo, magro, un pò trasandato, tremante…
    Gli ho mostrato ammirazione per il suo coraggio a mostrare il suo bisogno, sentito, doloroso… Vero, ed ho cercato di dargli forza.
    Quello che posso fare è di aggiornare la sua situazione; da poco ha smesso di lavorare come auto cuoco… penso che dopo la stagione estiva “non servisse più”.
    In 2 parole scambiate gli sarebbe piaciuto lavorare nel settore della ristorazione… ha dovuto ridurre i suo sogni come li mostrava a te Alessia.
    Cerchiamo di aiutare Andrea, ognuno come può.
    Grazie.

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