“Teatro e fiction: i Pinelli in tandem, grazie a Eduardo e L’Oro di Scampia!”

“L’Oro di Scampia” e   “Il diavolo e l’acqua santa”  due realtà artistiche che coinvolgono padre e figlio, i Pinelli insieme per svelarci i loro pensieri, gli aneddoti , le speranze.
La scena del teatro dialettale, una tradizione ancora oggi viva e solida. Franco Pinelli con il suo doppio travestimento crea l’equivoco e i paradossi si susseguono.
Egli stesso ne è l’autore,  sia del testo che della regia. Traduce un’opera rimodernizzandola, ispirandosi alla commedia di Scarpetta, ma riletta in veste moderna.
Domenico, su: L’Oro di Scampia che lo ricordiamo ha le firme  di Paolo Logli e Alessandro Pondi per la sceneggiatura, interpreta magistralmente la parte di un ragazzo con problemi
di vista. A entrambi abbiamo formulato delle domande per i lettori del nostro quotidiano online.
1426220_482966571816970_1194405923_n-Padre e figlio. Cosa vi accomuna, in cosa siete diversi?-
Domenico: Mi accomuna la grande passione per il teatro di tradizione, passione che ho alimentato fin da piccolo seguendo mio padre in teatro quando provava…. Ho assistito in pratica a tutti i suoi spettacoli, anche quando andava in tournée e ho cercato di “rubare il mestiere”….

Franco: Ha fatto, insomma, quello che anch’io ho fatto in passato…. Quello dell’attore è un “mestiere” che non si “impara” se non ci si “allena continuamente sulle tavole del palcoscenico”… sperimentando, sbagliando, provando e riprovando…. come detto rubando l’esperienza…. Tutto questo sempre ammesso che ci sia alla base una predisposizione e un grande amore per il TEATRO.. In questo siamo uguali io e Domenico…. Siamo diversi solo nel modo di vivere il presente avendo, per la differenza di età, esperienze diverse….

Domenico: Si, è vero, lui è troppo piu’ vecchio di me…

-Franco, cosa consiglieresti a tuo figlio osservando come spettatore il mondo artistico?-

Franco:  Gli consiglio di ponderare bene ogni decisione che dovrà prendere durante il suo percorso di attore… e di tenere sempre ben presente che nessuno mai gli regalerà nulla…. Insomma dovrà contare unicamente sulle sue capacità…

-Domenico: quali sono secondo te le regole che ti porteranno al successo professionale-

Domenico: La prima regola è quella dell’universo: la Fortuna. Se questa mi sarà d’aiuto, allora dovrò io essere pronto a coglierla. le mie regole, invece, saranno l’essere umile (moderatamente, perché il troppo storpia), attento ai mezzi con i quali potrei raggiungere questo successo, e disposto ad imparare sempre di più, sia da attore che da uomo.

-Vorreste recitare insieme? Se è si, perchè?-

Domenico: Attualmente, io e mio padre recitiamo insieme. Quest’ anno abbiamo messo in scena tre commedie scritte da lui (due delle quali, adattamenti da Scarpetta). Perché voglio recitare con papà? Lui per me è semplicemente una fonte illimitata di conoscenza ed esperienza… trentadue anni di teatro a mia disposizione… io di vita ne ho quasi diciannove… fate voi!

Franco: Ringrazio Domenico delle parole spese per me… Domenico oltre ad essere un ragazzo “quadrato”, è anche un bravo attore…. e recitare con al proprio fianco bravi attori… beh…è “salutare”

Franco: come vedi il futuro del teatro.

Franco: .. Domanda da 1 milione di euro…. Come vedo il futuro del Teatro…. Per non essere catastrofico dico: “molto incerto”. Il Teatro secondo me è sempre molto vivo, ci sono tante realtà interessanti ma, perdonatemi, nascoste al pubblico… Non sono pubblicizzate come si deve e la gente è disorientata da quello che la televisione ci “impone” quotidianamente… Potrei dire tanto su questo argomento, ma mi limito con l’invitare… anzi con l’esortare la gente ad andare a Teatro… che non significa solo assistere ad uno spettacolo, ma vuole essere un’occasione per “vivere” gli altri….

-Definitevi  in tre parole-

Domenico: sognatore, umile….. e simpatico.

Franco: Tenace, professionale, umile.

Franco, chi ringrazieresti per il successo ottenuto fino ad oggi?

Franco: Il mio piu’ grosso successo è stato quello di essere riuscito a fare (almeno fino ad ora) quello che “volevo”: L’attore. Per questo devo ringraziare i miei genitori che all’epoca (trentadue anni fa) non mi ostacolarono nella scelta… e poi una persona, un’attrice che da qualche anno non è piu’ tra noi: Linda Moretti che mi portò in compagnia da Eduardo…. Da allora ho avuto la fortuna di recitare in compagnie importanti con attori importanti che mi hanno permesso, tornando al discorso di prima, di “rubare il mestiere”…

-Su, l’Oro di Scampia, quanto ha inciso la tua partecipazione sulla tua vita personale?-

Domenico: Sicuramente ha inciso moltissimo… Non potrebbe essere stato altrimenti. Oltre ad avermi fatto conoscere un uomo da un coraggio e una forza encomiabili, un esempio che mi ha colpito particolarmente, il film (gli sceneggiatori in realtà), mi ha regalato Felice: un personaggio che resterà sempre nel mio cuore, sia perché è il primo ruolo interpretato in TV, sia perché grazie a lui, ho potuto scoprire in me una sensibilià tutta nuova… che, ne sono certo, mi sarà d’aiuto in futuro.

-Franco: un aneddoto che mentalmente non ti lascia…-

Franco: Non riuscirò mai a dimenticare l’incontro con Eduardo… Devi sapere che io nel 1963, all’età di sette anni già seguivo, ma seriamente, le commedie di Eduardo in TV…. Vedevo mio nonno in lui… ero affascinato da questo autentico “MOSTRO” (E’ stato, per me, il piu’ grande attore di tutti i tempi)…. Il mio sogno era di conoscerlo di persona… Beh, quando finalmente arrivai al Teatro San Ferdinando per l’incontro con la compagnia di Luca De Filippo e Vincenzo Salemme mi disse: ‘O masto sta ‘ncoppo…. Cominciarono a tremarmi le gambe e mi venne una crisi di panico.. In pratica quasi non volevo piu’ incontrarlo.. ero terrorizzato, ma nel vero senso della parola… Poi dopo qualche istante vinsi la paura e salii…. Lui era seduto nel “suo” camerino….e… non vi dico…………………

-Domenico: una frase che ricordi a memoria-

Domenico: “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato, è teatro.” [E. De Filippo]

Quando padre e figlio camminano insieme verso l’unico leitmotiv che li avvolge non possiamo non pensare a lei, l’Arte!

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