Tre nuove dottoresse, le lauree alla “Stagno D’Alcontres”

Federica ScannavinoLa Scuola per Assistenti Sociali “F. Stagno D’Alcontres” conferma il suo trend positivo per quanto riguarda i risultati ottenuti dai suoi studenti.

Nelle due sessioni di laurea quella estiva e quella autunnale, infatti, si sono aggiunte tre nuove dottoresse a cui la commissione di docenti dell’Università degli Studi di Messina ha conferito la Laurea Triennale in Scienze del Servizio Sociale, con votazioni elevate che premiano il merito e l’impegno delle laureate. Concetta Barresi ha discusso la propria tesi, conseguendo lodevole votazione, con il docente di Diritto Minorile e di Istituzioni di Diritto Privato, il professore Giuseppe Foti. Simona Mazzarella ha discusso la propria tesi con il docente di Storia Contemporanea e Storia Moderna, il professore Salvatore Bottari, mentre Federica Scannavino ha conseguito la laurea discutendo la tesi con la docente Psicologia Sociale e Psicologia dello Sviluppo, la professoressa Daniela Damigella. <<Mi sono laureata il 27 settembre portando la tesi sugli aspetti psico-sociali del fenomeno migratorio. – racconta Federica Scannavino  – Gli anni di studio sono stati ottimi dal punto di vista formativo, ma ho apprezzato anche l’esperienza e la formazione che mi ha dato il tirocinio svolto in diversi enti>>.

Federica nel suo elaborato finale ha affrontato la complessa questione relativa al fenomeno migratorio. Nello specifico ha analizzato alcuni aspetti problematici afferenti alla condizione lavorativa ed abitativa, nonché l’articolata dinamica della discriminazione e della segregazione o, viceversa, dell’integrazione.

“Nei luoghi dove più esteso è il dominio dell’economia informale, più modesti sono i controlli dello Stato, più fluttuanti appaiono le barriere sociali, che si può avviare il cammino dell’integrazione dei ‘nuovi arrivati’. – dice – Un percorso che, a volte, non riesce nemmeno ad avviarsi, come testimoniano le drammatiche notizie di vite perse tra le acque dell’Adriatico o tra quelle del Canale di Sicilia. Forse proprio perché tumultuoso nel suo incedere ed incerto negli sbocchi, il fenomeno dell’immigrazione  desta contrastanti reazioni. Una classe dirigente, colta, in larga misura,  impreparata, stenta a governarlo e visioni altrettanto divergenti emergono, spesso, tra il centro e le amministrazioni periferiche che debbono misurarsi direttamente con le manifestazioni di disagio e con la gestione dell’accoglienza. Ancora più problematica è la situazione quando gli immigrati vengono definiti come presenze ‘invisibili’ o ‘non persone’, il che equivale a riprodurre, nel discorso pubblico, l’isolamento, l’inferiorizzazione, la segregazione e la ghettizzazione>>.

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