Uccise la madre a pugni, arrestato il figlio 48enne a Ragusa: è Carmelo Chessari

La morte di una anziana sarebbe sopravvenuta a seguito delle percosse del figlio. Per questa ragione il figlio, Carmelo Chessari 48 anni di Ragusa, e’ stato arrestato dai carabinieri di Ragusa che hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere su disposizione del gip, Ivano Infarinato. I fatti si riferiscono ad aprile di quest’anno. Le ipotesi di accusa sono quelle di omicidio preterintenzionale aggravato.
Chessari avrebbe picchiato la madre Santa, con la quale viveva, a seguito di un diverbio avvenuto la sera prima del ricovero della donna in ospedale. Era stato lo stesso Chessari a dire di avere picchiato la madre che venne portata in coma in ospedale a Ragusa dal 118 chiamato da lui stesso. Una emorragia cerebrale aveva imposto poi il trasferimento della anziana al Cannizzaro di Catania dove venne operata di urgenza e mori’ a maggio senza riprendere conoscenza.
All’epoca l’uomo non venne sottoposto ad alcuna misura perche’ non emersero nell’immediato degli elementi che potessero ricondurre la morte della donna alle percosse subite. A chiarire i dubbi sarebbe stata la perizia autoptica disposta dalla procura, indagini dei carabinieri coordinati dal pm Francesco Riccio, che avrebbe dato elementi concreti per ricondurre la morte come effetto dei traumi. La Procura ha quindi chiesto al giudice l’emissione del provvedimento di custodia in ragione del fatto che l’uomo potrebbe reiterare il delitto. Il giudice ha disposto l’ordinanza. L’interrogatorio di garanzia si e’ tenuto ieri. 

Uccise madre a pugni: svolta indagini da autopsia donna

La morte e’ stata causata da un grave trauma cranico. Santa Trovato 79 anni, venne portata in ospedale in stato comatoso il 21 aprile scorso. Era stato il figlio, Carmelo Chessari a chiamare il 118, ammettendo subito di avere dato degli schiaffi alla madre la sera prima. Un raptus lo aveva definito. Aveva colpito la madre perche’ non aveva aperto la porta del terrazzo, e lui era rimasto fuori. Una volta rientrato dopo avere forzato la porta, aveva inveito contro la donna mettendole le mani addosso. Poi avevano cenato insieme. La situazione sarebbe precipitata dopo che Chessari sarebbe tornato a casa per il pranzo. La madre non rispondeva alle sue domande. Avrebbe tentato di farla riprendere ma senza successo ed allora aveva chiamato il 118. In ospedale era gia’ evidente che la donna avesse un gravissimo trauma cranico.

Santa Trovato assumeva dei farmaci che avrebbero potuto fare ritardare gli effetti di quelli che lui aveva definito ‘schiaffi’, poco piu’ che ‘buffetti’. L’11 maggio la donna mori’ a Catania, dove era stata trasferita d’urgenza subito dopo il ricovero al Giovanni Paolo II di Ragusa. Ma dalle testimonianze raccolte in fase di indagine sono emersi anche altri aspetti in merito ad episodi di aggressione che l’anziana avrebbe subito dal figlio. “Le indagini e gli approfondimenti sono iniziati subito”, ha dichiarato il colonnello Gabriele Gainelli, comandante provinciale dell’Arma. A gestire la fase delle indagini, il capitano Mariachiara Soldano. “Abbiano seguito fin da subito questa vicenda che destava piu’ che qualche sospetto. Le lesioni erano sintomatiche di una aggressione e il figlio non riusciva a fornire informazioni sulle condizioni della madre. In un primo sopralluogo, in casa della donna che viveva con il figlio da diversi anni, non abbiamo trovato segni di effrazione e quindi abbiamo escluso l’intrusione di estranei in casa, o tracce di sangue. Alla fine abbiamo risentito Chessari che confessava che in preda ad un raptus l’aveva aggredita”. L’aggressione per una richiesta non soddisfatta. “Era rimasto fuori dal terrazzo, una volta rientrato l’aveva colpita con violenza in testa. La terapia antiaggregante a cui era sottoposta ha spostato gli effetti devastanti della aggressione tanto che solo il giorno dopo la situazione si e’ aggravata. Quella notte eravamo in constante contatto con i medici perche’ gia’ il medico del pronto soccorso aveva decretato il pericolo di vita delle donna e che in caso di ripresa sarebbe rimasta in stato di inabilita’ totale. Dopo alcuni giorni di agonia la donna e’ deceduta senza avere ripreso coscienza”. Una storia di violenze che sarebbe emersa con forza “dalle testimonianze di chi le abitava e stava vicino e che la donna probabilmente per pudore e vergogna non aveva avuto il coraggio di denunciare”. La svolta definitiva con gli esiti dell’autopsia” conclude il capitano Soldano. L’appello del colonnello Gainelli e’ rivolto alla cittadinanza: “Denunciate, se avete sentore che succeda qualche episodio, denunciate. Non e’ delazione, ma si possono salvare delle vite umane. Siamo soddisfatti di avere assicurato alla giustizia una persona che ha commesso un tale crimine ma ci appelliamo al senso civico delle persone. C’e’ chi si trova in stato di debolezza fisica o di sudditanza psicologica e non reagisce. Da cittadino non da carabiniere”.

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