Ucciso a 3 anni con un colpo in fronte: la storia di Cocò

Come si fa a sparare in fronte ad un bimbo di 3 anni e poi bruciarlo? Come?E’ stato ucciso così il piccolo Cocò Campolongo nel 2014. A soli 3 anni.

Gli occhioni neri, il sorriso biricchino e una vita intera davanti. Una vita che il nonno, Peppe Iannicelli, “usava” per scampare alla morte a cui era stato condannato dai clan rivali. E Lui, piccolo Cocò, tradito dal nonno e ucciso da killer senza scrupoli. Sparito nel nulla, ritrovato pochi giorni dopo in un’auto bruciata. È una Fiat Punto. Quando gli investigatori la localizzano si trovano davanti una scena orribile. All’interno ci sono tre scheletri, uno è molto piccolo. Saranno gli esami del dna a stabilire che quei corpi sono del piccolo Cocò, del nonno che lo aveva usato come scudo e della compagna del nonno.

Gli assassini, le bestie (con tutto il rispetto per quelle vere), hanno sparato in fronte a Cocò, poi hanno appiccato l’incendio alla macchina.

Che sia ricordato, piccolo Cocò, e con la sua storia si capisca che le mafie uccidono donne e bambini. Non hanno nessun onore e lo fanno ancora oggi. Povero Cocò.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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