Ucciso davanti al figlio per non essersi piegato alla mafia

La pistola puntata alla tempia. “Stai tranquillo, non ti succederà niente”. Poi quei quattro colpi che spappolano la testa del padre, davanti ai suoi occhi.

È terrificante ciò che Vincenzo Bennici ha vissuto, a soli 26 anni. È fra le sue braccia che morì il padre, Salvatore, ucciso dai killer mafiosi per non essersi piegato al racket delle estorsioni della mafia.

Accade tutto pochi minuti prima delle otto del mattino del 25 giugno di 26 anni fa. Vincenzo Bennici con il padre Salvatore arriva nel cantiere edile, a Licata (Agrigento). Da un’auto rubata scendono due uomini incappucciati, armati fino ai denti. Uno dei due punta la pistola a Vincenzo, immobilizzandolo. Sotto ai suoi occhi l’omicidio, efferato e plateale, del padre.

Salvatore Bennici viene assassinato così dalla mafia. Si era rifiutato di piegarsi alla violenza ed al ricatto, nonostante due gravi atti intimidatori: l’incendio di un escavatore e poi le fiamme al portone di casa. Lui, Salvatore Bennici, aveva denunciato tutto. Lui, come Libero Grassi e Salvatore Incardona, ha pagato con la vita il prezzo dell’onestà.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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