Un Grande Uomo ostinato, con gli occhi dolci e le sue belle camicie provocatorie

mandela3Mandela Nelson Rolihlahla (letteralmente “colui che provoca guai”), chiamato affettuosamente anche “Madiba”da tutti i suoi ammiratori (nomignolo derivante dalla sua appartenenza al clan  di etnia Xhosa),  sudafricano e premio Nobel per la Pace nel 1993, fu il primo presidente del Sud Africa eletto democraticamente da tutti i cittadini di ogni colore e razza, ovvero segnò la fine dell’apartheid (letteralmente “separazione”).

Si potrebbe raccontare molto della lunghissima vita di Madiba, morto ieri all’età di 95 anni, ma io voglio ricordarlo come colui che, sin da piccolo, mi ha insegnato a credere nei sogni, anche se questi sembrano irrealizzabili ed a costo di pagare con la propria libertà. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”, diceva Mandela. Ecco perché quando gli amici mi chiedono di mollare dicendomi: “ma chi te lo fa fare”, li guardo in faccia e sorridendo rispondo: “voglio rimanere un uomo libero, ecco perchè non mi fermerò mai davanti alle ingiustizie”. Mai come oggi è stata così attuale l’affermazione di Madiba, quando diceva:” Siano il lavoro, il pane, l’acqua e il sale, cose per tutti“.

Mandela ha lottato e vissuto per liberare il suo popolo, ma ha condizionato tutto il mondo, me compreso, e se oggi credo che il mio Paese possa cambiare, affinchè siano tutti liberi e capaci di vivere degnamente la vita che Dio ci ha donato, lo devo a lui, il Grande Uomo ostinato, con gli occhi dolci e le sue belle camicie, a tratti provocatorie, che ha cambiato il mondo ed, ieri, ha pensato bene di traslocare nel Paradiso della Storia”.

Ciao Madiba.

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