Vaccini a non aventi diritto: coinvolti familiari di dirigente Asp

Marito, figlia e madre di un’alta dirigente dell’Asp del Distretto di Modica, mogli e mariti dell’ex responsabile del servizio vaccinazioni dello stesso distretto, della sua sostituta, dimessasi. C’è anche un ex sindaco. E’ da accertare ovviamente se ne avessero i requisiti, se magari qualcuno di loro lavora in qualche struttura sanitaria, o esercita qualche professione medica. Intanto da ieri il dottor Piero Bonomo, ha la responsabilità di gestione e coordinamento delle attività vaccinali del distretto di Modica. Abbiamo chiesto conferma al direttore generale del’Asp, Angelo Aliquò. “Con grande delusione, devo confermare che a distanza di qualche giorno e dall’esame degli elenchi dei vaccinati forniti, quello che in un primo momento era stato con forza negato dai diretti interessati, invece si è rivelato vero. Sono stati vaccinati mogli, mariti, figli. Parenti che non avevano alcun diritto a ricevere in questa fase il vaccino – dice Aliquò -. Ed è vero che tra i soggetti che hanno coinvolto i famigliari, c’è anche una dirigente e del personale direttamente impegnato nella organizzazione delle vaccinazioni. Tradito e deluso. Anche se probabilmente non si configura un reato, la questione è molto imbarazzante. E’un comportamento immorale, sono state somministrate dosi di vaccino a chi non ne aveva diritto. Confermo che piuttosto che buttarle era meglio somministrarle, ma venire ora a sapere che sono stati vaccinati componenti dei nuclei famigliari di soggetti direttamente coinvolti, è offensivo nei confronti di tutti. Di coloro che ne avevano diritto e necessità, della stessa etica professionale. Amareggiato e deluso – dice ancora Aliquò – dalle bugie che mi sono state dette, da chi giurava che non c’erano parenti coinvolti. Io non posso e non sono tenuto a conoscere i nomi dei congiunti del mio personale, erano negli elenchi ma non ne conoscevamo i rapporti. Eppure le linee guida erano chiare a tutti. Tutti sapevano in che modo avrebbero dovuto agire e quanto prezioso per tutta la collettività, è il vaccino, tanto da non poterci permettere di sprecarne nemmeno una dose. Ma non in questi termini. Noi abbiamo agito immediatamente, le linee guida sono chiare a tutti, il personale è stato formato, accanto ad ogni nome ci deve essere corrispondenza al target indicato dalle linee guida e il nome stesso ovviamente deve essere registrato. Come avvenuto in altre circostanze, chi ha sbagliato ne subirà le conseguenze”. I fatti si erano verificati il 6 gennaio scorso a Scicli; secondo quanto era emerso allora, erano state diluite 150 dosi per altrettante persone aventi diritto a ricevere il vaccino. Una quarantina non si erano presentate. Si era sparsa notizia che erano rimaste una quarantina di dosi e fuori dall’ambulatorio che stava effettuando i vaccini, si era creata confusione, oltre che malcontento per gli ‘esclusi’. Da lì, l’acquisizione degli elenchi da parte dei Nas e l’avvio di una indagine.

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