Vaccini domiciliari in Sicilia: si corre ma potrebbero essere ancora 35.000 anziani e fragili da vaccinare

 Sono circa 315.000 gli over 80 in Sicilia, di questi 227.000 sono stati già vaccinati. Sono 33.800 le persone vaccinate dai medici di famiglia nelle ultime tre settimane, da quando cioé i medici di famiglia in base ad un accordo con lo Stato prima e con la Regione poi, sono stati coinvolti nella campagna vaccinale del Covid 19. Dei 33.800, le cui dosi di vaccino sono state somministrate dai medici di medicina generale, sono stati 11.500 gli over 80 coinvolti e 12.100 i fragili (e bisogna tenere presente che spesso si tratta di categorie che si accavallano nel senso che ci sono parecchi ultraottantenni fragili anche per patologie).

Veniamo al secondo dato. In Sicilia sono quasi 49.000 le persone tra fragili e ultraottantenni che hanno richiesto la vaccinazione domiciliare attraverso il portale delle Poste. Di queste 49.000, sono già state vaccinate a domicilio circa 26.000 persone fragili e/o ultraottantenni. Perché i numeri sono così diversi e non di poco? Da 315.000 a 49.000? Il motivo è semplice: molti ultraottantenni e/o fragili, non hanno la possibilità di accedere alla prenotazione in modo diretto o indiretto. E c’è anche una ulteriore prova di questo: lo dimostrano proprio le vaccinazioni, che in meno di venti giorni dall’avvio dell’accordo con i medici di famiglia, sono state effettuate proprio dai medici di medicina generale: riprendiamo il dato di prima, 33.800 dosi somministrate dai medici di medicina generale, di queste, circa 4.506 sono state somministrate dai medici di medicina generale a quelle persone che si erano già registrate in piattaforma richiedendo la vaccinazione domiciliare (3.800 agli over 80 e 1400 ai cosiddetti fragili).

Ovviamente tra gli 88.000 ‘target’ over 80 e fragili non ancora vaccinati, ci sono quelli che nnon necessitano di una vaccinazione domiciliare e quelli che non intendono proprio vaccinarsi e il numero quindi potrebbe più che dimezzarsi.

Da circa tre settimane l’accordo con i medici di famiglia è operativo ma secondo il segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia, Luigi Galvano, basterebbe che le aziende sanitarie attivassero tutte le misure previste dall’accordo per vaccinare quelle che lui stima essere ancora le persone non trasportabili e che hanno difficoltà di movimento per diversi fattori (legati all’età, alle patologie e/o a difficoltà logistiche legate alla tipologia del domicilio) e che attendono di essere vaccinate nel territorio. L’ “Accordo integrativo regionale per la partecipazione dei medici di medicina generale alla campagna vaccinale anti sars Cov2” è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il 26 marzo del 2021; siglato da Fimmg, Snami, Smi, e Intesa sindacale non avrebbe avuto però piena realizzazione almeno non in ogni provincia siciliana. “Facendo una stima – spiega Galvano – potrebbero essere ancora 35.000 le persone a domicilio (non trasportabili e non deambulabili) che attendono un vaccino in Sicilia. Che aspetta la Regione ad attuare tutto quanto previsto dall’accordo? Fa più comodo e conferisce una immagine migliore tagliare nastri ai mega hub?”. Galvano spiega che con tutte le difficoltà che incontrano i medici di famiglia la situazione diventa sempre più difficile. “Nonostante le adesioni dei medici di famiglia che hanno dato disponibilità a supporto di hub, vaccinazioni in studio e domicilio le difficoltà sono enormi. Ma pensi per esempio ad una metropoli come Palermo. Un solo punto di distribuzione dei vaccini e capita pure che quanto ti rechi per ritirare le dosi che hai prenotato almeno 48 ore prima, non siano disponibili. E vogliamo parlare dei vaccini Pfizer, 5 ore per somministrare 6 dosi o Moderna con 5 ore per 10 dosi quanto il flaconcino viene aperto. Lo immagina che significa? Significa che un medico farà tre quarti delle dosi allo studio e un paio domiciliari perché i tempi non permettono altro oltre al tempo che viene impiegato per recarsi dal paziente, per la modulistica, per accogliere consenso, per monitorare 15 minuti gli effetti, per caricare i dati nel sistema. La situazione è questa”. Secondo Galvano andrebbero attivate tutte le opzioni previste dall’Accordo ma ancora non viene fatto. “L’accordo prevede anche altro che viene al momento ignorato o che non viene attuato. E mi spiego meglio. Ci sono ad esempio medici di guardia medica, gli altri medici di medicina di urgenza, i sostituti in possesso di attestato di formazione di medicina generale, gli iscritti al corso di formazione, i medici della medicina dei servizi. Uno squadrone di circa 1500 medici, si renderà conto. Ed è prevista anche la loro attivazione: 31,50 euro l’ora: la tariffa più economica fra tutte le tipologie di vaccinatori. Potrebbero essere organizzati dalle aziende sanitarie in gruppi di due per recarsi nelle abitazioni delle persone che hanno diritto a essere vaccinate, tra i non trasportabili e i non facilmente deambulabili che rientrano nelle categorie target. In quattro settimane potrebbero risolvere il problema. Perché non lo si fa? Perché le persone a casa sono invisibili? Comunque abbiamo chiesto in Assessorato di essere convocati con urgenza per fare una analisi dello stato di attuazione dell’Accordo e in maniera condivisa trovare soluzioni operative”. Fin qui Galvano.

Cosa accade nelle Asp? Che non tutte si muovono con le stesse modalità. Per esempio nella gestione degli elenchi dei pazienti destinati alla vaccinazioni e domiciliare ma che devono essere ‘passati’ ad un altro medico di famiglia perchè il loro non ha aderito all’iniziativa. Ai medici non aderenti è stato chiesto di consegnare gli elenchi al sistema e questi elenchi vengono gestiti o dall’Azienda sanitaria che li suddivide tra i colleghi disponibili o, per esempio in alcune province, dalla federazione dei medici che il gestisce suddividendo i pazienti tra tutti i medici di medicina generale vaccinatori. Quasi tutte le aziende sanitarie si sono organizzate anche con Unità mobili per la vaccinazione a domicilio. Ogni squadra si stima possa effettuarne però non più di una quindicina al giorno perché ci vuole tempo per modulistica, inoculazione e osservazione.

In una ventina di giorni, va detto, che tutte le parti coinvolte si son date da fare e mettere a regime un sistema mastodontico e non semplice e di adeguare sistema a esigenze via via emerse. Probabilmente ad attendere di più sono state proprio quelle persone che hanno prenotato il vaccino domiciliare sul portale, ma non sono dimenticate, ci sono dei ritardi. 

 L’Agi ha avuto la possibilità di accedere ai dati ufficiali e di vedere da vicino il sistema che controlla, dispone e verifica i dati, le persone che ci stanno dietro, e il lavoro, quasi h24 che viene svolto. Un sistema in evoluzione continua e che nelle intenzioni punta a rendere più agevole e rapido l’accesso ai vaccini e il controllo puntuale delle somministrazioni. I dati raccolti sono ufficiali. 

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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