Valentina Spata ed il Pd: tra Civati ed il “fallimentare partito ragusano”

Perché Civati?

Le ragioni sono tante. Tantissime. Perché Pippo è l’unico che ha il coraggio di scegliere e di dire come stanno le cose. Perché in questi anni è stato l’unico a condurre delle battaglie giuste. E’ l’unico che, anche quando non eravamo in campagna congressuale, andava in giro per l’Italia ad ascoltare la base del Pd. Perché la sua idea di partito è quella in cui i militanti ritornano ad avere un ruolo protagonista e non marginale. Perché è riuscito a mettere in rete tante risorse, ognuno con le proprie competenze. Perché Pippo è stato capace di parlare al cuore delle persone, anche a quelle che si sono allontanate. E’ l’unico che oggi è in grado di trasformare la delusione in speranza e fiducia. E l’unico che propone un modello di partito diverso: partecipato, condiviso e organizzato in base ai meriti e non alla fedeltà. Perchè vuole un Pd dove ci sono anche Prodi e Rodotà. Perché ha un’idea di partito in cui non c’è solo un uomo al comando. Lui non ha nessuno dietro ma tante persone intorno.  Perché ha un idea di Governo capace di rispondere alle istanze dei cittadini. Perché le attuali “intese” gli stanno strette. E ha avuto il coraggio di criticarle e di non votarle.

Cosa vuol dire essere civatiana in questo Pd siciliano, sempre più nel caos?

Quando ho deciso di costruire il gruppo Civati in Sicilia non sapevo da dove iniziare. Ero sola nel bel mezzo di un deserto. Ma l’ entusiasmo e la forza di volontà mi hanno aiutata a costruire il gruppo, seppur con tante difficoltà. Essere “civatiana” in Sicilia vuol dire essere libera. Libera di decidere di non sostenere quel o quell’altro capobastone di turno. Libera di denunciare le irregolarità. Libera di esprimermi e partecipare. Vuol dire non adeguarsi ad un modo di fare politica che ha allontanato la gente dalla politica. Ma vuol dire anche ridare speranza e fiducia a chi l’ha persa.

Civati è venuto in Sicilia, a differenza di altri è stato presente in diverse realtà: Palermo, Catania, Messina e Trapani. Come è andato il tour? Ha denunciato insieme a te e ad altri le irregolarità del tesseramento. Cosa ha pensato del Pd siciliano?

Civati quando è arrivato in Sicilia, sin dal primo momento ha sentito parlare solo di tesseramento. Credo che sia rimasto sconvolto perché tutti parlavamo di tessere. Sul Pd siciliano non credo si sia fatto una buona opinione. Ascoltando la gente è noto che il nostro partito è stato lontano anni luce dai territori e dalla base.  Ma come dico sempre, il coraggio è contagioso. Parte uno, partono tutti. E Civati in Sicilia, a differenza di tutti gli altri, ha avuto il coraggio di parlare chiaramente e di denunciare insieme a noi quanto abbiamo rilevato. E da lì siamo partiti tutti con questa nostra battaglia.

Certo, avrei preferito che Pippo venisse in Sicilia in un momento più sereno per tutti noi. Perché le tensioni sono state tante. E ci sono ancora. Ma so che siamo una grande squadra. Abbiamo bisogno di ripartire al meglio. Penso ai ragazzi di Catania, in particolare il referente provinciale Danilo Festa e il membro in CPC Domenico Grasso che il giorno prima dell’arrivo di Pippo sono stati fino a tarda notte a combattere contro chi voleva occupare il Pd con tesserati di ogni provenienza.

Ci spieghi cosa è successo a Catania prima del congresso?

Dopo le nostre segnalazioni alla Commissione Nazionale per il Congresso (e per quanto mi risulta ce ne sono state anche altre) viene nominato “Commissario del tesseramento” per la Provincia di Catania il dirigente nazionale, Nicola Stumpo . Ci tengo a precisare che noi abbiamo denunciato non solo l’eccessivo gonfiamento del tesseramento ma anche il fatto che alcune persone sono state tesserate senza il loro consenso e che la Cgil ha distribuito tessere gratuite.

Quindi, dopo le nostre denunce, dalla riunione “ristretta” tenutasi a Catania alla presenza di Stumpo, dei deputati e del Commissario Provinciale (insieme ad altri) abbiamo appreso che è stato annullato il Congresso Provinciale di Catania e i relativi congressi di circolo. Premesso che l’annullamento di un congresso per irregolarità commesse (non di certo per il ritrovamento dell’unità, non ci crede nessuno) è una grave sconfitta per la democrazia ritengo che sia un errore politico trovare giustificazioni che non stanno né in cielo né in terra come quelle dichiarate dai due candidati alla segreteria provinciale.  Quanto accaduto a Catania presume delle responsabilità da attribuire a chi non ha vigilato e a chi è stato complice di quanto accaduto.
Andiamo a Ragusa, cosa sta succedendo? Questi congressi cittadini sembra non vogliano finire…

I congressi sono terminati. Resta il congresso di Scicli che è stato annullato all’unanimità dalla CPC per irregolarità palesi. Di certo quando il numero dei votanti non risulta essere uguale al numero delle schede scrutinate credo non si possa fare scelta diversa, soprattutto se l’elezione del segretario di circolo è avvenuta per una decina di voti di differenza.

Per quanto riguarda la questione di Ragusa il problema è politico. E’ inutile che ci nascondiamo dietro a tecnicismi e dietro ai regolamenti. La questione dei delegati è semplice: il secondo circolo, ovvero il mio, costituito a febbraio e il terzo circolo costituito a settembre non possono avere storico nonostante alcuni di noi siamo iscritti al pd dal 2007. La commissione provinciale ha dovuto affrontare la questione considerando che sia il Regolamento Nazionale che quello Regionale non si esprimono nella fattispecie di circoli costituitisi nel 2013, prevedendo l’assegnazione dei componenti dell’assemblea con riferimento alla anagrafica degli iscritti del 2011 e del 2012. Nel nostro caso, se si considera questo ultimo storico, si opera di fatto una reale discriminazione nei confronti dei circoli neo costituiti i quali verrebbero privati della loro quota di rappresentanza in seno agli organismi dirigenti superiori quali l’Assemblea Provinciale. Pertanto la CPC ha deciso di considerare i votanti ai congressi dei tre circoli. Ripeto è una questione politica. Tra l’altro la CRC non ha nessuna competenza sulle decisioni assunte dalla Commissione Provinciale per il Congresso  e non ne può annullare le deliberazioni. Può accogliere i ricorsi ed emettere circolari. Fino ad oggi non abbiamo ricevuto circolari a parte una delibera che si rifà ad un’altra delibera mai ricevuta. Quindi c’è un bel po’ di confusione. Pertanto siamo di fronte, per l’ennesima volta, ad un’intromissione selvaggia da parte di una parte politica palermitana nella vita democratica del Pd ragusano a discapito della nostra autonomia e dell’intelligenza della classe politica dirigente iblea. Se vogliono possiamo costituire il decentramento del Pd palermitano nella nostra Provincia così le decisioni sul nostro futuro politico possono prenderle meglio.

Ma qualcuno dice che si è trovato un accordo tra la CRC e la CPC. Quindi non è vero? E come è finita con i ricorsi di Calabrese?

Non si è trovato nessun accordo. Noi restiamo ancorati con quanto abbiamo deliberato a tal proposito. E noi la mediazione l’abbiamo cercata diverse volte e diverse volte c’è stata negata. Se poi per qualcuno mediare vuol dire accettare quanto deciso da una parte della CRC evidentemente farebbe bene a studiare il significato di “mediazione”.

E poi vorrei capire come hanno raggiunto il numero legale se non tutti erano presenti. Ad esempio per le ultime due convocazioni è mancato il numero legale, almeno chè loro non considerano validi i voti ottenuti per telefono.  Perché ormai accade di tutto. Non è colpa nostra se qualcuno ha deciso di trovare il pelo nell’uovo per non farci fare il congresso provinciale. E io una idea me la sono fatta. Un’idea ben precisa che forse un giorno, al momento giusto e con prove e dati alla mano, renderò pubblica. I ricorsi? Ogni giorno presenta ricorsi sulla base del nulla. Ha presentato ricorsi sulla base di testimonianze di rappresentanti di lista che non hanno messo a verbale niente. Ciò che scrive deve dimostrarlo con prove che accertano le irregolarità da lui espresse. Coem abbiamo fatto noi sul congresso di Scicli.

Tu sei stata a Pozzallo ed a Scicli. A Scicli è successo di tutto. Puoi raccontarci cosa hai visto e cosa hai vissuto?

Si, sono stata a Pozzallo e penso che non ci andrò mai più dopo l’umiliazione subita. Si può litigare, si possono avere diverse opinioni ma il rispetto degli altri è sacro e santo. E mi fermo qui. Su Scicli il dato è semplice: non ha coinciso il numero dei votanti con quello delle schede scrutinate. Tra l’altro i soldi delle tessere provvisorie, ovvero il 50% dei votanti, non coincidevano con le sottoscrizioni in questione. Io ho semplicemente redatto un verbale, ho fatto rimettere le schede scrutinate nelle urne, le ho fatte sigillare e ho portato tutto alla CPC. Poi la CPC all’unanimità ha deciso sull’annullamento del Congresso. Non si poteva fare altro viste le incongruenze rilevate e accertate.

La senatrice Padua, in quanto senatore del Pd, dovrebbe garantire tutti. È stato così?

Certo che dovrebbe garantire tutti. Non so cosa fa nel suo circolo ma di certo se il partito fosse stato unito la candidata Eleda Trovato non avrebbe presentato, giustamente, ricorso. Quindi penso che il partito sia spaccato. Almeno questo è quanto si evince.

Tessere comprate. Ti risulta?

Io non ho visto comprare le tessere. Mi hanno pagato le tessere provvisorie alla fine del congresso e mancava una parte, anche se irrisoria, del pagamento. Ovviamente sulle tessere provvisorie che non sono state sottoscritte davanti a me non garantisco la validità.

A Ragusa città, cosa sta accadendo? Il ricorso di Calabrese Ti preoccupa?

Calabrese mi potrebbe preoccupare solo se diventasse segretario provinciale. Ecco questo mi preoccupa, anche molto. Sono sicura che distruggerebbe anche questo, oltre a quello di Ragusa città.

 

Se Calabrese dovesse vincere la battaglia dei ricorsi, Tu che faresti?

Sicuramente rifletterei molto. Non so adesso cosa farei. Non è possibile che in questo partito se non si fa come dice Calabrese si innesca la macchina da guerra contro tutto il resto. Per un partito che si definisce “democratico” credo che questi atteggiamenti sono abbastanza contraddittori. L’arroganza e la prepotenza non garantiscono il principio di garanzia e l’agibilità politica.
State già pensando le contromosse o accetterete la sconfitta, brindando con Calabrese (in caso di accoglimento del suo ricorso)?

Ma noi non agiamo per “mosse” o “contromosse”, noi abbiamo semplicemente garantito la partecipazione di tutti all’assemblea provinciale e abbiamo garantito la regolarità dei congressi. Trovo abbastanza preoccupanti, oltre che poco democratiche, le minacce di “annullamento del congresso” sia da parte del candidato Calabrese, sia da parte del Presidente della CRC. Un accanimento assurdo ed incomprensibile sui nostri Congressi. Sarebbe opportuno che il Presidente della CRC invece di accanirsi contro di noi si occupasse del caos e delle irregolarità (vere) che ci sono in Sicilia.
Sei pronta a riconoscere Calabrese come Tuo segretario?

Non lo sarà. Non ha i voti.

Ma non Ti senti più “grillina”, che “piddina”?!

Io sono semplicemente me stessa. Ho scelto di far parte del Partito Democratico perché ho sempre creduto in questo grande progetto politico riformista, innovatore e di centro sinistra. Certo, è un progetto che non è mai partito ma sono certa che se vincerà Civati finalmente potremmo iniziare insieme questo nuovo percorso entusiasmante. Sogno un partito che come dice Pippo sia il chiostro delle idee. Un partito aperto a chiunque voglia apportare un contributo, una proposta, le proprie competenze, le proprie esperienze. Un partito organizzato perché l’organizzazione è la struttura portante delle idee. E un partito dove tutti siamo coinvolti. Non un partito dove a decidere sono in pochi. E se nel Pd decidono in pochi, nel M5S decidono solo in due. E non va bene. Sono una ragazza che agisce con passione e dedizione allo stesso modo degli amici del M5S (a loro non piace essere definiti “grillini”). Spesso la pensiamo allo stesso modo ma non condivido il loro movimento. La maggior parte di loro sono grandi risorse, sono anche ex nostri militanti ed elettori. Mi piace il loro agire all’interno dei meetup. Fanno un po’ quello che facevamo noi quando è nato il Pd, ovvero si dividono in gruppi di lavoro, studiano e formulano proposte. Almeno questo ho visto in alcune realtà siciliane. E penso anche che il gruppo del M5S siciliano sia diverso da quello nazionale. Ho letto alcune loro proposte di legge e ne ho condiviso totalmente i contenuti. Pertanto, come è noto a tutti, mi trovo bene con loro ma resto nel Pd perché so che le cose si cambiano cambiandole, dall’interno.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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