FARE VERDE MODICA: FIRMA ANCHE TU CONTRO LA VIVISEZIONE…

vivisezione-stop2Conosciamo tutti la storia di Green Hill..dopo numerose denunce sui maltrattamenti da “sperimentazione” cui erano sottoposti i cani beagle dell’allevamento a Montichiari in provincia di Brescia, la procura di Brescia ha disposto finalmente il sequestro della struttura e dei cani che sono stati provvisoriamente affidati a dei volontari. Sul tema della vivisezione Fare Verde si è espresso evidenziando le riserve etiche e scientifiche che caratterizzano tale pratica, nonché le alternative possibili. Sul piano etico, gli animali sono esseri senzienti e che ripugna applicare su di loro dei trattamenti che sono a dir poco delle torture (ustioni, avvelenamenti, virus e cancri, accecamenti..). Anche sul piano scientifico, tali trattamenti non sono affatto giustificati per il fatto che, esistono differenze genetiche tra le varie specie di animali e quindi ciò che è buono o cattivo per un animale non sempre è tale anche per l’uomo. Il risultato finale è che l’unica vera sperimentazione, valida per gli uomini, è quella fatta sugli uomini stessi. Quindi la vivisezione risulta crudele, inutile e dannosa. Le alternative ci sarebbero: la ricerca clinica, l’epidemiologia, autopsie e biopsie, colture di cellule e di tessuti umani, tecniche in vitro, offrono un dato più attendibile per la nostra salute in quanto relative ad esperienze sull’uomo. Solo in materia di cosmetici, è stato eliminato il ricorso alla vivisezione.

L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. stop-vivisection-300x227Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa. Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità.

 

Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:

  • un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
  • un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,
  • un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.

In relazione a quanto sopra, tutti i cittadini europei possono far sentire il proprio dissenso, attuando il “diritto di iniziativa” attraverso una petizione popolare che, dopo aver raccolto almeno 1 milione di firme in almeno 7 paesi dell’Unione Europea, obbliga la Commissione Europea a valutare la richiesta e a rispondere in merito all’abrogazione della direttiva 2010/63/UE, con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali.

Con questo nuovo strumento la Commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica del comitato organizzatore e predisponendo in seguito una comunicazione in cui spiega in che maniera intende intervenire.  Tra gli organizzatori del comitato promotore, e suo referente per l’Italia è il professore Gianni Tamino, biologo presso l’università di Padova e storico ambientalista.

Fare Verde Modica invita tutti i cittadini ad apporre la propria firma per far sentire la propria “voce”. Per firmare basta collegarsi al link http://www.stopvivisection.eu/it/content/sign-online e cliccare su firma on line in fondo alla pagina, sarai automaticamente indirizzato sul sito ufficiale della commissione europea per contribuire attraverso la tua firma a dare la tua dichiarazione di sostegno a STOP VIVISECTION, indicando gli estremi di un documento di riconoscimento valido. Per i cittadini italiani è necessario aver compiuto la maggiore età (18 anni). La raccolta firme si concluderà il 1 novembre 2013, quindi affrettatevi a firmare e a diffondere questa possibilità di dare un aiuto concreto a tutti gli animali che sono in pericolo.

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Sono nata e cresciuta a Modica. Mi sono laureata in Economia e specializzata in Management Turistico presso l’università degli studi di Catania. Dal 1992 ho iniziato a frequentare gli scout; adesso svolgo il mio servizio di capo (educatore – testimone) nel gruppo scout A.g.e.s.c.i. (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) Modica 3 a Modica Alta presso la parrocchia di San Massimiliano Kolbe e lo stile scout è diventato parte integrante della mia vita. La mia più grande passione è l’ambiente (nata grazie agli scout) e la cura di esso, infatti a partire dal 2006 sono stata nominata referente locale del gruppo di Modica dell’associazione Fare Verde Onlus, associazione ambientalista e di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ai sensi della Legge 349/96. Mi occupo anche di volontariato sotto tutti i punti di vista. Il mio motto è una massima di Baden Powell (il fondatore degli scout) “Lasciate il mondo un po’ migliore di come l’avete trovato”.

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