Verità per Daouda, scomparso il 2 luglio da Acate

“Giustizia per Dauda, vogliamo la verità, la legge è uguale per tutti, vogliamo sapere dov’è Daouda, vivo o morto” è come un mantra ripetuto dal corteo che si muove nel centro di Ragusa e che da piazza San Giovanni. “Schiavi mai” gridano all’unisono i lavoratori, tutti stranieri. Manca la gente, il corteo in cui si riconoscono tra le bandiere della Usb anche quelle di Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Potere al popolo Cobas, Cub, No Muos, e Partito comunista dei lavoratori, sfila controllato dalle forze dell’ordine nella quasi indifferenza generale. Come se fosse un affare privato la sparizione di un uomo di 37 anni, conosciuto e attivo, da una cittadina in cui era abituato a spostarsi a piedi per cercare di guadagnare qualcosa oltre al lavoro come mediatore che svolgeva al centro di accoglienza per 3 giorni alla settimana. “Io vengo dal Mali, con Daouda siamo arrivati insieme su una barca il 26 dicembre del 2014 – racconta all’Agi – , poi siamo stati trasferiti insieme ad Agrigento e il 7 febbraio 2015 a Modica e poi ad Acate”; Macire Doucoure vuole sapere. “Anche morto, dicano dov’è, cosa è successo. Non dormo più bene e mangio male. Lo stesso per la sua famiglia, la moglie, i figli, il fratello sono disperati. Lui aveva detto che voleva tornare a casa per le vacanze a vedere la famiglia. Dov’è il mio amico?”. Le date sono impresse nella sua memoria. “Parlare e scrivere in italiano è difficile e mi impegno ma i numerinli ricordo bene”. Una delegazione sale in Prefettura a parlare con il rappresentante del governo, Giuseppe Ranieri. Con i lavoratori anche Patrick Konde che arriva da Torino ed è responsabile per l’Usb del lavoro agricolo e migrazione. “Tante sparizioni molti morti – dice Konde -. Chiediamo verità. Da un decennio lottiamo per i diritti dei lavoratori migranti ma non abbiamo ottenuto nulla. Gli ucraini sono stati subito accolti, permesso di soggiorno in un mese. Sono diversi da noi? Non credo”. E Konde ricorda che “l’esistenza di questi lavoratori in Italia è legata ad un pezzo di carta perché è ancora in vigore la Bossi-Fini, che lega il permesso di soggiorno al contratto di lavoro” entantissimi di questi lavoratori quel contratto di lavoro non lo hanno. Eppure il comparto agroalimentare – dice ancora all’Agi –  porta alle casse dello Stato 140 miliardi di euro frutto anche del lavoro non riconosciuto di questi ragazzi che non sono delinquenti ma sfruttati”. Per Daouda si punta il dito contro prefettura, procura e forze dell’ordine che vengono accusate di non fare abbastanza. La denuncia della scomparsa è stata presentata 3 giorni dopo l’ultima data, il 2 luglio, in cui sarebbe stato visto. Attivato il piano per le oersone scomparse, sono iniziate le ricerche con i droni e la protezione civile, poi una triangolazione presa da l’ultimo segnale agganciato dalle celle telefoniche ma che porta ad un raggio di 5 chilometri. I Cacciatori di Sicilia hanno battuto i terreni. Ieri l’intervento dei Ris che hanno effettuato un sopralluogo presso la ditta di calcestruzzi dove probabilmente Daouda ha trascorso parte di quella giornata prima di sparire nel nulla.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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