Verso la legalizzazione della cannabis? Il Governo dice si!

La settimana che ci lasciamo alle spalle è stata carica di tormentoni: iniziata con gli aggiornamenti sul maltempo che in quasi tutta Italia ha impedito i festeggiamenti del Carnevale, proseguita con un andirivieni di opinioni e giudizi su La Grande Bellezza e sull’assegnazione dell’im-meritato Oscar, fino a chiudersi oggi con una valanga di discorsi più o meno sensati, più o meno già detti, più o meno sterili sulla festa della donna, che ha raggiunto l’apice con la dichiarazione da parte di Napolitano secondo cui il tema sulla parità di genere non è ancora superato. Ma va.

Un’altra notizia ha destato la nostra attenzione, un timido passo governativo avanti, che avrà sicuramente qualche esito: il via libera alla cannabis per uso terapeutico. Stando agli ultimi aggiornamenti, il Governo Renzi non avrebbe impugnato la legge sui cannabinoidi promulgata nello scorso gennaio dalla Regione Abruzzo nella quale è prevista l’erogazione su ricetta medica dei farmaci galenici a base di cannabinoidi. La decisione confermerebbe dunque l’orientamento positivo all’uso di cannabis per uso terapeutico. “Una scelta strategica”, secondo Maurizio Acerbo, consigliere abruzzese di Prc e autore della legge, che ha spiegato un altro degli aspetti qualificanti di tale legge ossia la possibilità di trattamento anche domiciliare. La legge Acerbo prevede inoltre che la Giunta regionale possa stabilire convenzioni con centri attrezzati per la produzione e la preparazione dei farmaci. L’iter di approvazione regionale è partito l’11 settembre 2013 mentre la promulgazione è del 4 gennaio scorso. “La mancata impugnativa della legge regionale dell’Abruzzo – ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – è una non notizia. Ricordo che in Italia l’uso terapeutico di cannabinoidi è pienamente legittimo. Le Regioni possono poi – ha proseguito Lorenzin – decidere di porre il relativo costo a carico del Servizio Sanitario Regionale. Ciò è già stato deciso in molte Regioni; l’Abruzzo infatti è la settima”.

D’altra parte gli esseri umani utilizzano la cannabis fin dal Neolitico. Questa pianta, infatti, ha conosciuto una grande varietà di utilizzi, incluso quello terapeutico legato alle sue proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti. I semi decorticati di canapa sono infatti veri e propri prodigi della terra, e si confermano un alimento molto proteico, ricco di Omega 3 e Omega 6, acidi grassi utili all’organismo per le loro proprietà antiossidanti. I semi contengono, inoltre, vitamina B1, importante per la trasmissione degli impulsi dai nervi ai muscoli; coinvolta nella sintesi dell’aceticolina, trasmettitore del sistema nervoso.

Nel mondo, la tendenza è quella di legalizzare il consumo e la vendita della cannabis, sia per fini terapeutici che ricreativi. E l’Italia, come sempre, arriva in ritardo ma il dibattito sulla legalizzazione della cannabis si è oramai riacceso e chissà cosa ne venga fuori. Detrattori e fautori, a voi la parola, in attesa di nuovi risvolti e dati scientifici certi. Perché se questa pianta può davvero rappresentare una speranza per combattere tanti disturbi psico-fisici e alleviare dolori e sofferenze, è cosa buona e giusta dare almeno una chance alla sperimentazione farmaceutica.

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Trenta gli anni compiuti, ma più di venti quelli che segnano la sua passione per la scrittura. Nata a Modica, cresciuta a Rosolini, espatriata per studio, assetata di sapere. Dopo un peregrinare tra Bologna, Bruxelles e Parigi e una laurea in lingue, è tornata in Sicilia per scommettere sul Sud. Freelance per un sito di salute e benessere, cura delle rubriche per un quindicinale siciliano, da poco imprenditrice di una start up sul turismo, e nel cassetto tra bracciali e appunti vari, ha un sogno, un libro. Nell’attesa dell’ispirazione e del parto creativo, segue la moda e le tendenze, si è abilitata all’insegnamento e si dedica al suo quadrupede, un bassotto, che porta il nome di una rivista, Elle, e a una gattina randagia che è più civile di molti uomini, la Ragatta. Fondamentalmente odia le saghe, le seghe mentali e le trilogie. Guarda pochi film perché, vivendo il territorio, si è resa conto che di registi in giro ce ne stanno tanti. Troppi.

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