Violenza sulle donne: arrestato a Comiso dopo anni di botte e umiliazioni

Le ha strappato una ciocca di capelli, l’ha ferita con un coltello arroventato, le ha divelto un’unghia dal dito di una mano e poi le botte, tante, sputi, insulti. Anni di violenze di ogni genere, soprusi e umiliazioni, e alla fine, la donna arriva alla presa di consapevolezza che la vita non può essere questa, per se stessa e per la sua piccola figlia. Siamo a Comiso, nel Ragusano. Lei lo ha denunciato dopo l’ennesima aggressione, prima non ne aveva avuto il coraggio, pensava che sarebbe cambiato. Fino all’ultimo episodio. Lei è riuscita a scappare di casa ed ha raggiunto il pronto soccorso. Ha detto di essere stata picchiata. Pugni e calci. Ma è ‘solo’ l’ultimo episodio. Giovani entrambi e con una figlia che avrebbe conosciuto direttamente la violenza del padre che avrebbe stretto le mani attorno al suo collo talmente forte da farla vomitare. Ora madre e figlia sono al sicuro. Lui è in carcere. Il gip del Tribunale di Ragusa ha firmato l’ordinanza di custodia richiesta dal Pm della Procura iblea. “Ancora una volta la Polizia di Stato è riuscita a proteggere e a mettere al sicuro una donna dalla furia violenta del suo compagno – dice il questore di Ragusa, Salvo La Rosa -. Siamo davanti ad episodi reiterati di violenza ed  aggressività, dolorosissimi odiosi, ed una donna ridotta in uno stato di prostrazione per anni”. L’appello finale è rivolto alle donne: “E’importante la presa di coscienza di chi vive questi incubi quotidiani. L’invito è quello di rivolgersi alle nostre strutture abbattendo quel muro di silenzio che avvolge questi crimini soprattutto quando avvengono in famiglia – conclude il questore -. La polizia è vicina alle vittime, ai soggetti deboli anche attraverso una rete territoriale costituita dalle strutture di sostegno alle donne

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