Vittoria, il “caso Dezio” esplode in città. Il Sindaco difende l’atto. L’opposizione attacca

“Dal punto di vista della legittimità – dichiara il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia – ho verificato che non vi è alcuna illegalità nella nomina. In ogni caso, il segretario generale ha inoltrato una richiesta di verifica al dirigente e un controllo di legittimità, all’esito dei quali potremo dire con certezza se si è operato nella legittimità, come ritengo, o meno, e in quest’ultimo caso di interverrebbe con l’annullamento. Dal punto di vista dell’opportunità e dell’etica, fermo restando che io non nominerei e non ho nominato parenti di assessori in carica, e chiedo ai dirigenti, nella loro autonomia gestionale, di fare altrettanto, nel caso di specie non esiste neanche questo aspetto, visto che l’architetto Rosario Dezio è stato incaricato, congiuntamente ad un altro tecnico (l’amministrazione comunale ha coinvolto in questi anni decine di giovani professionisti per le opere pubbliche, per dare a tutti la più ampia possibilità di lavoro e di crescita professionale) il 19 novembre 2012, ben prima che Angelo Dezio diventasse assessore (lo è diventato il 2 luglio 2013, e a quella data l’incarico era già stato ampiamente svolto).

L’atto dirigenziale del 22 ottobre 2014 è solo la naturale e doverosa prosecuzione del rapporto professionale, per portare a compimento la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori e per non perdere il finanziamento a causa di tempi lunghi e di un’attività progettuale diversa rispetto a quella presentata per ottenerlo, come ampiamente spiegato nella determina e come condiviso dall’amministrazione comunale». Sulla consistenza della parcella da liquidare all’architetto, il sindaco ha la risposta pronta: «Quanto agli onorari, non siamo noi a stabilirli, ma sono quelli conteggiati nel decreto di finanziamento, e non sono a carico del Comune. Mi sento perciò di esprimere la massima solidarietà al giovane professionista Rosario Dezio, fatto segno di una pesante campagna denigratoria perché porta quel cognome che agli stessi denunzianti era tanto caro sino a qualche tempo fa. Temo che questa polemica sia più che altro una caccia all’uomo e una persecuzione morale, un po’ come si è tentato di fare più volte con il vicesindaco Filippo Cavallo e con il sottoscritto».

Giovanni Moscato e Andrea Nicosia (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale) e di Andrea La Rosa (Sviluppo Ibleo), che possono sembrare di parte, il «caso Dezio» qualche crepa nella maggioranza l’ha aperta. «Caccia all’uomo- s’interroga sarcasticamente Enzo Cilia, da poco entrato nel Pd dopo aver lasciato Sel- o l’uomo a caccia? Sorvolo su tutto e dichiaro la mia totale contrarietà a che un bravo tecnico, nonché valente imprenditore continui a svolgere una funzione politico amministrativa di primo piano quale quella di assessore ai lavori pubblici, per un motivo molto semplice, c’è un conflitto di interessi palese e grande quanto una casa». Lo avevo detto e sostenuto al momento della sua nomina il 3 luglio del 2013, l’ho ribadito a gennaio di quest’anno con una interrogazione sulla questione della pulizia dei locali suoi e dei suoi fratelli da parte della Sap, che ancora aspetta risposta. Lo ribadisco oggi, dicendo che la cosa dell’incarico al figlio non mi sorprende proprio per quanto ho sempre sostenuto riguardo alla modalità di concepire l’attività politico amministrativa».

E il Pd, il partito chiamato in causa dalle opposizioni, che dice? E’ imbarazzato. Difende l’operato della giunta, ma annuncia che sarà riflessione sull’accaduto convocando la segreteria e il gruppo consiliare. Il ruolo impone a Cannizzo di difendere la determina dirigenziale. «L’opposizione, in questo caso guidata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, scimmiotta il peggior esempio della politica nazionale. Vale a dire, quello di un continuo sciacallaggio nei confronti di amministratori o dirigenti del Partito democratico. Nel merito della questione politica di opportunità o di una fantomatica etica che viene sbandierata secondo le convenienze politiche o gli umori personali, ritengo che ci si dovrebbe attenere alla legittimità di una determina dirigenziale che risulta essere un atto gestionale. Di certo, non posso tollerare lezioni di etica politica da parte di chi, fino a ieri, era pronto a dialogare con il Pd, solo per ottenere un incarico assessoriale, senza avanzare alcun programma politico».

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