Vittoria, Dormire dentro una serra. Triste realtà del mondo contadino

Raccogliamo le riflessioni del consigliere comunale Francesco Aiello sulle condizioni in cui vivono molti produttori di Vittoria: dormono in campagna o addirittura nelle serre per evitare che qualcuno possa rubare  le piantine, frutto di sacrifici e di fatiche. E’ ridotta così la condizione umana? Molti produttori sono anziani, costretti a dormire nelle serre per continuare a sopravvivere.

“Dormire sotto le serre non è il meglio che si possa fare, tra furti e rapine, e l’ansia dentro i cuori.

Un popolo umiliato, le famiglie nel disagio, la schiavitù è questa.

Quello che sta accadendo nelle nostre campagne sfugge alle annotazioni dei cronisti e della politica salottiera e naticante, ma rappresenta veramente la realtà di una popolazione abbandonata al caos e alla insicurezza che regnano sovrani.

Centinaia, forse migliaia di lavoratori e di serricoltori, dopo una giornata di duro lavoro, sono costretti a vegliare dentro le loro serre. Dormono persino dentro le serre, proteggendosi alla meglio con asce e bastoni, chi non ha un’arma autorizzata per proteggersi.

Dormono in campagna, con gli occhi aperti, per difendere quel poco di bene che sono le piantine, appena seminate, o la plastica, appena comprata.

So di contadini settantenni che hanno postato una branda dentro la serra.

Un intero popolo che difende la propria fatica; e ciò  è umiliante e fa schifo perché vuol dire che la legalità, per loro, non è solo uno slogan  ma è la paura degli assalti di ladri e grassatori.

E poi, quando il prodotto sarà maturo, guai se i prezzi salgono, perché allora dovranno fare altrettanto per proteggere il frutto del loro lavoro.

La politica è assente, lontana.

Ma le sofferenze sono ormai insostenibili.

Lo Stato, dove è lo Stato? Non sono forse anche loro cittadini che pagano le tasse, questi che dormono, a 70 anni, dentro le serre, per proteggere dai ladri piantine e plastica, per resistere alle trombe d’aria e ai furfanti che li assediano?

Non è un problema che possa essere ribaltato sulle Forze dell’Ordine: molti sono in servizio, giustamente, per salvare dai naufragi i poveri immigrati, e quei pochi che ci sono in servizio nel territorio fanno il loro dovere dignitosamente e anzi piangono con i contadini la desolazione dell’abbandono.

Loro fanno il possibile, ma sono insufficienti, poche unità: il problema è nascosto nelle sedi istituzionali  si fa finta di niente.

E ciò è intollerabile.

Chiedo la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico, aperto ai Capi gruppo consiliari  sul tema della sicurezza nelle campagne, sull’emergenza di queste livide notti insonni, passate nel presagio di assalti e di rapine.

Chiedo la convocazione urgente del Consiglio comunale.

E’ questa una specie di schiavitù che ci umilia perché è la resa di fronte alla criminalità a cui hanno ridotto questo territorio.

Ai giovani rivolgiamo questo appello: difendete la Vostra città, difendete i vostri affetti, i vostri genitori, il vostro futuro.

Schieratevi, prendete parte, lottate per cacciare questo male oscuro che travolge la vita e il lavoro delle vostre famiglie, delle nostre famiglie.”

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Originaria di Ragusa ma residente in Vittoria dove ha conseguito la maturità liceale e l’anno successivo quella magistrale per ottenere l’abilitazione all’insegnamento (1999-2000). Laureatasi in lingue e letterature straniere insegna negli istituti superiori privati. Tutor universitario ha collaborato per sei anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha realizzato con il FEI una guida multilingua sui diritti e doveri degli immigrati e lavorato come socia e mediatrice linguistico-culturale per minori immigrati non accompagnati presso la cooperativa sociale Alfa di Vittoria. Traduce testi letterari in lingua inglese e spagnola e collabora con Mister Go e Accademia Britannica come organizzatrice vacanze-studio all’estero. Quando può mette qualcosa in valigia e viaggia moltissimo. Le sue mete? Spagna, Turchia, Marocco…

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