Cosa vuol dire emigrare, ieri come oggi? Ricordiamoci, ieri eravamo noi i profughi…

«Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir»

Leggiamo e condividiamo, riportandolo, il racconto dell’Agente “Lisa”, profilo Facebook della Polizia di Stato.

E’ vero il testo di questa lettera che Samir avrebbe scritto alla sua donna lasciata, per sempre, in uno dei tanti Paesi del Sud, un Sud ancora a più a Sud della nostra Sicilia, dove Samir, morto nelle acque limpide e profonde, a Pozzallo in quei giorni vivo non ci arrivò?

“E’ probabile – riferisce il dirigente della Squadra mobile della questura di Ragusa, Antonino Ciavola, – di stralci di lettere e biglietti personali dei migranti io e i poliziotti che lavoriamo agli sbarchi ne abbiamo visti molti più di uno”.

…e le lettere degli emigranti italiani in America, che fra il 1880 e il 1915, approdarono in quattro milioni?

“Caro Padre e Madre vi scrivo queste due righe per favi sapere che io sto bene come pure la moglie e figli come spero che sarà di voi due vi faccio sapere che vi avevo scritto per natale ma poi mi sono cambiato. Sono tornato a stare a noewrchi […] vi faccio sapere che qua in America va molto male perché ci sta lavoro. Io pure lavoro tre giorni la settimana, e avanti perché è tutto caro […] quando mi scrivete mi farete sapere come stano quelle desunde america e come gli va ma sento dalla gente che va male anche la […]”.

Questo è uno stralcio della lettera di Luigi Luti, emigrato negli U.S.A. conservata nell’Archivio della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana di Lucca. 

…e quali colori hanno gli sbarchi oggi in Sicilia?

…e quelli degli italiani del ‘900 a Ellis Island dove transitavano per i controlli medici prima di poter arrivare per davvero al molo della terraferma, l’America! 

…“La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento, e puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto”.

canta Francesco De Gregori del Titanic la nave affondata che tutti ricordano, con la sua terza classe!

…non ha importanza se la lettera è vera, allora mi son detta, basta la sua universalità di significato!

“Ed è questa che condivido con voi oggi – conclude l’Agente Lisa -, l’universalità delle parole che raccontano l’emigrazione da una parte all’altra del mondo!

…l’emigrazione è per tutti, cambia la Storia con le sue facce e nomi e colori, ma il bianco e nero della fame, miseria, povertà e sacrificio e perdita e lacrime e dolore sono di tutti!

…noi ricordiamo così, con le parole e le foto che raccontano!…

CONDIVIDIAMO DUE FOTO, UNA DEGLI SBARCHI DI QUESTI GIORNI, UNA DI ALLORA…UGUALI, NON SOLO FOTOGRAFICAMENTE MA ANCHE NELLO SPIRITO!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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